Ripartono in regione i vaccini per gli under 60. A rilento le somministrazioni a domicilio in Asugi

Riaprono le agende per forze dell’ordine e volontari. A Trieste e Gorizia operativi per le punture 24 medici di base contro i 142 di Pordenone

TRIESTE Si riaprono alcune agende del piano vaccinale del Friuli Venezia Giulia che erano state congelate il 10 aprile scorso, quando, su indicazione del commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo, la Regione aveva concentrato gli sforzi su over 80 e vulnerabili. A poter chiedere la dose anti-Covid, informa il vicepresidente Riccardo Riccardi, rientrano gli under 60 di forze di polizia, esercito, guardia di finanza, vigili del fuoco e volontari della Protezione civile, in sostanza persone «impegnate nel contrasto e contenimento dell'emergenza Covid o in servizi prioritari di ordine pubblico, soccorso o protezione civile». Manca il personale scolastico, che pure aveva visto interrotto il percorso verso il vaccino. Sempre che non abbiano già effettuato la prima dose (in quel caso potranno procedere alla seconda come da prenotazione), i lavoratori della scuola resteranno ancora in attesa, spiega Riccardi, «per indicazione commissariale».

Viste le incertezze sulle consegne, a inizio mese il commissario aveva imposto lo stop alla vaccinazione degli under 60, eccezion fatta per i soggetti fragili e per il personale sanitario. Con l’arrivo a maggio di un maggior numero di dosi (Pfizer in testa), si può riaprire ad alcune categorie. Da Riccardi, oltre all’appello generale ai cittadini ad aderire alla campagna, arriva anche l’invito a chi ha la prima dose prenotata dopo la fine di maggio a chiedere di anticipare l’appuntamento. I contatti sono il Cup delle Aziende sanitarie e delle farmacie, il call center al numero unico 0434/223522 e la webapp.

Di vaccinazioni si è parlato anche in aula nel question time. Il tema era quello dell’adesione dei medici di medicina generale alla campagna e del loro contributo alle somministrazioni a domicilio, in ambulatorio e in azienda. Nella risposta di Riccardi a una Iri di Simona Liguori, consigliera dei Cittadini, si fa sapere che sono 229 i mmg che si sono messi a disposizione, di cui appena 24 in Asugi (su 220 totali), 63 nell’Azienda Friuli Centrale e 142 in quella del Friuli Occidentale. Nel dettaglio vengono pure elencate le inoculazioni. Asugi è non poco indietro, con un totale di 318, tra le 139 a domicilio, le 155 in ambulatorio e le 24 in Azienda. Numeri non altissimi pure a Udine, 830, mentre nel Pordenonese AsFo è già a 5.311, l’82% delle 6.449 somministrazioni sin qui effettuate.

Una fotografia che, per quel che riguarda l’informazione sui mmg della Venezia Giulia, sorprende il segretario della Fimmg Trieste Francesco Franzin, che sottolinea invece un’adesione «entusiastica». Solo a Trieste, assicura, «siamo al 90-95%, dunque ben oltre quota cento». A fare chiarezza è l’assessore, che precisa nel pomeriggio che «il dato riguarda i medici che hanno fatto vaccini, non tutti coloro che hanno aderito. I medici di famiglia saranno la potenza di fuoco che ci consentirà di raggiungere le oltre 10mila vaccinazioni al giorno. A regime saranno utilizzati tutti». Franzin, tuttavia, non nasconde le criticità del momento: «Noi siamo pronti a vaccinare, ma o non ci viene detto dove andare a farlo o, in più di un caso, salta qualche appuntamento a domicilio perché mancano i documenti».

Sulle vaccinazioni domiciliari, dichiara Liguori in una nota, «si procede con il freno a mano tirato. Il coinvolgimento dei medici di famiglia è essenziale per raggiungere a casa le persone fragili».

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