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L’Ue pronta a limitare l’uso dell’Intelligenza Artificiale

Il professor Roberto Trotta della Sissa: «È importante che il governo europeo eserciti una forma di controllo e supervisione su questi sistemi»

L'Ue potrebbe limitare l'uso dell’Intelligenza artificiale (Ai) alle società tecnologiche prevedendo maxi-sanzioni per le aziende che violerebbero i divieti stabiliti dalla nuova normativa in via di definizione e che potrebbero pagare fino a 20 milioni di euro o l’equivalente del 4% del loro fatturato globale. È quanto si legge in una bozza della proposta di Regolamento sull'intelligenza artificiale circolata in questi giorni: la Commissione europea intende procedere in base a casi specifici d’adozione dell’Ai che necessitano un intervento mirato individuando diversi livelli di rischio. Si parla di un rischio alto, quando, per esempio, l’Ai viene applicata in campo medico, nella selezione del personale o nell’autorizzazione di visti. In questi casi sarebbero necessari specifici requisiti ex-ante e maggiori adempimenti con una valutazione d’impatto.

Ma cos’è l’Intelligenza artificiale, come funziona e che effetti avrà? Lo spiega Roberto Trotta Professore di Astrostatisica all’Imperial College di Londra e professore associato alla Sissa ed esperto di Intelligenza artificiale.

Professor Trotta, come usa l’Ai nel suo lavoro?

Mi occupo di investigare la natura fondamentale dell’Universo - da dove viene, da cosa è fatto e come cambierà’ - utilizzando i dati che abbiamo a disposizione da telescopi e satelliti di tutto il mondo e dallo spazio. L’Ai serve per elaborare e capire che cosa ci possono e sanno dire questa montagna di dati sulla natura dell’Universo.

Quali tecnologie usiamo ogni giorno?

L’Intelligenza artificiale sembra una cosa astrusa, esoterica ma in realtà è dappertutto intorno a noi anche laddove non la vediamo: sta dietro alle predizioni sul prossimo film che guarderemo o del brano musicale che ci viene proposto in streaming. Ci aiuta a trovare le strade sulle mappe online o farci capire dall’assistente vocale.

Che cos’è e come funziona L’Ai?

I sistemi di intelligenza artificiale hanno in comune un aspetto, ovvero di imparare dall’esperienza, si tratta di un programma che auto-apprende basandosi su una serie di dati che noi stessi forniamo e impara ad esempio quali sono i film che ci piacciono perché vede cosa abbiamo scelto nel passato, ci confronta con altri utenti a cui piacciono gli stessi film.

L’Ai ci spia, ci guida, ha minato il mercato del lavoro. Tutti questi sono falsi miti?

È difficile molto spesso capire esattamente quanto e dove questa intelligenza artificiale sia al lavoro, molto spesso è davvero inscrutabile. È utilizzata frequentemente da aziende private come i grandi colossi del web in maniera per niente trasparente, esiste quindi il potenziale di creare un’infrastruttura digitale che in un certo senso è arbitraria pur influenzando la vita quotidiana dei cittadini, per esempio sulla possibilità o meno di dare un credito o una copertura assicurativa sulla vita, una macchina decide sulla base dei dati su cui si è allenata.

Che ruolo può avere l’Ue?

In generale è importante che il governo europeo eserciti una forma di controllo e di supervisione su questi sistemi.

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