Il Litorale sloveno torna in zona gialla e attende i turisti del Primo Maggio

Ristoranti operativi anche al chiuso ma con regole ferree per gli avventori: servono test negativo o vaccinazione

LUBIANA«Signori si riapre, bar e ristoranti alzate le saracinesche e voi proprietari di hotel preparate le stanze». Detta così suonerebbe un “liberi tutti”, la realtà è che in quell’esortazione di apertura ci stanno tanti di quei «ma» e «se» da far impazzire non solo il ristoratore, ma anche il potenziale avventore. Inizia così, possiamo dire, la stagione estiva del Litorale sloveno, regione che assieme a quella carsica e alla goriziana (c’è poi anche la Pomurska nell’estremo Nord Est del Paese) è zona gialla, tutte le altre regioni statistiche della Slovenia sono zone arancione.

Che cosa significa questo in termini di turismo, servizi ed enogastronomia? Innanzitutto nelle zone arancione i ristoranti e buffet possono lavorare solo all’aperto. E fin qui, ci siamo. Gli hotel possono riaprire in tutto il Paese, ma fino a un massimo di 30 camere e gli ospiti per essere ammessi dovranno soddisfare una delle seguenti condizioni: prova di un test Pcr negativo o di un test rapido dell'antigene non più vecchio di 48 ore; prova di un risultato positivo del test Pcr più vecchio di 10 giorni, ma non più di 6 mesi, a meno che il medico non decida diversamente; chi ha avuto il Covid-19 dimostri che è guarito e che non sono trascorsi più di sei mesi dall'insorgenza dei sintomi; certificato di vaccinazione anti Covid-19 attestante che sono trascorsi almeno 7 giorni dal ricevimento della seconda dose di Pfizer e almeno 14 giorni su Moderna, Sputnik, SinoVac, Biotech e Sinopharm. Devono trascorrere almeno 21 giorni tra la prima dose di AstraZeneca e il vaccino indiano e almeno 14 giorni con il vaccino Johnson & Johnson.

E non è finita qui perché le regole appena sopra elencate valgono anche per poter mangiare all’interno dei ristoranti nelle regioni di fascia gialla (leggi Pirano, Isola, Capodistria e Ankarano). Per l’esterno (anche in fascia arancione) tutto ciò non occorre, basta indossare la mascherina (non quando si mangia ovviamente). I tavoli (dentro e fuori) devono avere una distanza di 3 metri da bordo a bordo e non ci possono essere tavoli con più di 4 persone. Il personale alberghiero e dei ristoranti dovrà sottoporsi settimanalmente a tampone o test rapido per escludere la positività. Ristoranti e bar riaprono domani, gli alberghi lunedì.

Insomma per mangiare un buon pesce a Isola, per esempio, bisogna dotarsi della Gazzetta Ufficiale della Slovenia per essere certi di non incorrere in multe (da 400 a 1.500 euro). Scontate le proteste delle categorie del settore. Molti alberghi, dicono gli operatori, non riapriranno perché ripristinare l’attività per sole 30 camere, nei casi di grandi strutture, è assolutamente anti economico. E poi c’è la rivolta per il tampone obbligatorio per camerieri, cuochi, barman. «Ci sono altre realtà lavorative - scrivono i sindacati - che non richiedono assolutamente questo test eppure si vive a contatto quotidianamente tra lavoratori. È una regola discriminatoria». «L'apertura di attività di ristorazione e ricettività su tutto il territorio nazionale - ha detto invece il sottosegretario all’Economia Simon Zajc - è sicuramente un grande e gradito passo verso un nuovo inizio e rilancio del turismo domestico. Le vacanze del Primo Maggio sono ormai alle porte e con esse l'opportunità di utilizzarle per una breve vacanza nelle nostre città».

E per i confini tra Italia e Slovenia? Per l’ingresso in Slovenia non cambia nulla o tampone Prc negativo, oppure tutte le regole che abbiamo elencato per l’ingresso nei ristoranti al chiuso. L’Italia resta tutta intera per la Slovenia zona rossa.

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