Contenuto riservato agli abbonati

Padre e figlio morti in casa a Trieste, nessuna autopsia

La Procura ha deciso di non disporre esami sui corpi di Sergio e Riccardo Visintin: non ci sono ipotesi di reato da accertare

TRIESTE Resterà senza risposte la drammatica scomparsa di Sergio e Riccardo Visintin, il padre di 82 anni e il figlio di 51 trovati morti nella loro abitazione di via Giulia 108 venerdì 9 aprile. Il pm Lucia Baldovin non ha disposto l’autopsia sui corpi.



La decisione della Procura è motivata da due valutazioni, confermate dal procuratore Antonio De Nicolo. La prima: l’avanzato stato di decomposizione dei cadaveri, con molta probabilità deceduti da oltre un mese, che rende inutile l’esame autoptico. La seconda: l’assenza di un’ipotesi di reato. In altri termini, agli investigatori intervenuti sul posto – Squadra mobile e Polizia scientifica – era apparso fin da subito chiaro che i decessi non erano stati causati da un’azione violenta compiuta da terzi. Sul piano giudiziario non c’è quindi alcun motivo per aprire un’indagine e di conseguenza incaricare un medico legale di procedere con le autopsie. Ed è escluso pure il suicidio.

Gli accertamenti della Procura, tuttavia, non sono conclusi. Per il momento i corpi restano ancora a disposizione dell’autorità giudiziaria.



L’interrogativo su cosa ha portato alla morte le due persone, che abitavano in un alloggio in condizioni di totale sporcizia e abbandono, continuerà dunque a rimanere irrisolto. È possibile soltanto avanzare supposizioni. Come già emerso nei giorni scorsi, si ritiene che Riccardo – un cinquantunenne che soffriva di obesità – possa essere morto per primo, nel sonno. Lo fa pensare un dettaglio: il corpo si trovava in una stanza, per terra, su un giaciglio fatto di coperte, come stesse dormendo. In quella casa, va ricordato, non c’erano neppure i letti.

Il cadavere del padre Sergio, invece, è stato rinvenuto in un’altra camera, sempre sul pavimento, a qualche metro di distanza da un cuscino appoggiato su un muro, con vicina una trapunta. Evidentemente era il punto dove si distendeva l’uomo per riposare. L’anziano potrebbe essere stato stroncato da un malore dopo aver scoperto la morte del figlio, senza il tempo di distendersi e di chiamare aiuto.



La sporcizia e lo stato di abbandono dell’appartamento fanno pensare a due persone che vivevano in condizioni di grave disagio e marginalità sociale. Tanto che per settimane nessuno si era accorto della loro morte. I cadaveri sono stati scoperti dai vigili del fuoco e dalla polizia allertati da alcuni operai che lavoravano su un’impalcatura attigua all’abitazione, insospettiti dall’odore che proveniva dalla finestra dell’ultimo piano. —

Fiammiferi di asparagi con aspretto di ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi