Covid, medici in allarme per i contagi a Cattinara. Asugi: «Casi in calo»

Quindici professionisti del Dipartimento di Medicina: mancano percorsi separati. Poggiana: reparti riorganizzati con attenzione, mensili scesi da 12 a uno

TRIESTE Denunciano i contagi interni «favoriti dalla mancanza di percorsi separati tra Covid e non Covid», lamentano la carenza di posti letto e di personale. Quindici medici del Dai (Dipartimento ad Attività Integrata) di Medicina di Asugi, che racchiude cinque strutture complesse (vedi il grafico qui sopra), in una lettera inviata alla direzione - ma non alla stampa - esprimono preoccupazione per la gestione dell’emergenza nell’ospedale di Cattinara. Accuse che i vertici di Asugi ridimensionano riportando i dati dei contagi nel Dipartimento.

A firmare la lettera sono quindici medici, quasi tutti della Struttura complessa Medicina interna che conta su 17 professionisti, e in cui già in passato - il 16 novembre e il 4 dicembre 2020 - erano state denunciate criticità simili. Stavolta vengono additate le scelte prese dalla direzione durante la terza ondata della pandemia: «Uno stesso reparto - così i firmatari - non può essere al contempo bianco, grigio e magari avere degenti Covid». Il riferimento è a Medicina interna, «unico reparto di degenze bianche» che «si trova a gestire», «in particolare» al nono piano, «in numero variabile anche pazienti “grigi”», ossia con sintomi compatibili Covid ma negativi al primo tampone fatto al Pronto soccorso. A ciò si aggiunge un aumento importante di ricoveri da altri reparti, in particolare dalle terapie intensive e semi intensive, di pazienti «su cui non possiamo fare alcun tipo di riabilitazione in quanto non siamo dotati dei requisiti minimi di struttura per poterlo fare».

Ci sono poi gli arrivi dal Pronto soccorso con «degenti che diventano bianchi o grigi a seconda del posto disponibile, senza più alcun tipo di selezione». I continui spostamenti tra reparti, «da gennaio» sarebbero causa di contagi «quasi giornalieri» - pure in reparti Covid free - favoriti da «mancanza di percorsi separati Covid e no Covid nei corridoi, negli ascensori spesso usati indistintamente dal pubblico e dalle barelle con malati»; e «soprattutto dalle stanze di degenza a 4 posti con bagno in comune per 8 degenti». I medici esprimono «totale dissenso alla presenza dei degenti del Dai fuori reparto nella torre chirurgica», vista la «mancanza di percorsi separati fra i degenti» che potrebbero generare «focolai Covid con conseguenze disastrose sulla attività chirurgica già ridotta ai minimi» e «esaurimento psico-fisico» degli operatori sanitari che «ammortizzano tutti i trasferimenti del nosocomio».

La lettera parla di situazione a altissimo «rischio clinico» soprattutto notturno, causa mancanza di personale e ritardi nei trasferimenti tra Maggiore a Cattinara per mancanza di ambulanze. Fra le richieste, «formulare un adeguato protocollo per definire chi fa cosa e le relative responsabilità (in maiuscolo nell’originale) per ridurre il rischio clinico di degenti e operatori». Alcuni sindacati dei medici, alla luce della lettera, si sono attivati per chiedere un incontro urgente con la direzione di Asugi così da capire e risolvere le criticità. L’Azienda sanitaria smentisce l’esistenza di focolai nel Dai Medicina parlando di 19 positivi tra i ricoverati da gennaio in questa sequenza: 12 casi a gennaio, 5 a febbraio, 1 a marzo e 1 in aprile. «Asugi - precisa il direttore Antonio Poggiana - ha riorganizzato e riconvertito i reparti con attenzione costante a sicurezza e percorsi. I numeri della progressione dei positivi lo confermano». Quanto al personale, si annota, si è intervenuti in modo importante con quante più assunzioni possibili.

Il vicegovernatore Riccardo Riccardi conferma che «nella lettera si lamentano difficoltà che tutti conosciamo, ma stiamo vivendo un’emergenza e nulla è semplice. Speriamo di poter uscire quanto prima dal collo di bottiglia così da riprendere le attività in maniera normale e tornare a lavorare in totale sicurezza». Attacca Andrea Ussai, consigliere regionale M5S: «Dopo più di un anno di pandemia, ascoltare l’ennesimo allarme dei professionisti sulla mancanza di separazione dei percorsi Covid e no Covid è particolarmente preoccupante», i medici «non possono essere lasciati soli».

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