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Covid a scuola, come si fronteggia un caso tra gli alunni o i docenti? Ecco quello che c’è da sapere

Ecco le linee guida: ci aiuta a orientarci la dirigente Oliva Quasimodo

TRIESTE Far andare avanti l’attività scolastica in piena pandemia ha rappresentato finora una delle sfide più ardue, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei casi sintomatici che emergono in classe. Nelle ultime settimane si è reso necessario un ulteriore aggiornamento delle linee guida sulle procedure, alla luce della diffusione delle varianti. Inoltre, c’è da tenere conto dell’oggettiva difficoltà, nel caso di bambini potenzialmente contagiati, di isolarsi efficacemente dai compagni e dai familiari conviventi. 

Per fare il punto sulle procedure attualmente previste per fronteggiare i casi di Covid, sui tamponi e sui criteri per quarantene e isolamenti abbiamo chiesto un aiuto a Oliva Quasimodo, dirigente scolastica del liceo Carducci-Dante di Trieste. Un contributo tanto più importante se si considera che i dirigenti degli istituti hanno ormai da mesi il compito di fare da tramite con i Dipartimenti: e in tempo di pandemia i contatti telefonici sono continui, a tutte le ore. Nel caso del Carducci-Dante è lo stesso istituto a farsi carico delle telefonate per il contact tracing. Ecco le risposte alle domande più frequenti. 

Come si procede se un alunno mostra dei sintomi a scuola?

In caso di comparsa di sintomatologia l’alunno viene accompagnato da un operatore scolastico nel locale dedicato alla gestione dei casi (aula Covid) dove potrà restare isolato e gli verrà misurata la temperatura. L’operatore dev’essere munito non solo di mascherina, ma anche di camice monouso e visiera. Vengono chiamati i genitori che dovranno venire a prendere l’alunno e intanto il referente anti-Covid della scuola si mette in contatto con l’Azienda sanitaria e il Dipartimento per segnalare il presunto caso di positività e viene fissato l’appuntamento per il tampone. Si tratta insomma di un canale parallelo rispetto a quello che seguirà la famiglia con il proprio pediatra di libera scelta o il medico di medicina generale.

E se il caso sospetto si manifesta tra il personale scolastico?

La procedura è simile: l’insegnante o altro lavoratore scolastico viene isolato nel locale dedicato (l’aula Covid). Poi è autorizzato ad allontanarsi autonomamente dalla scuola e, raggiunto il proprio domicilio, può contattare il medico di medicina generale per essere poi sottoposto al tampone. Nel frattempo il referente anti-Covid contatta il Dipartimento per segnalare il presunto caso. Per quanto riguarda i sintomi che fanno scattare la procedura, tanto per gli alunni quanto per il personale scolastico, sono quelli ormai noti: febbre superiore a 37.5 in almeno due misurazioni, tosse con difficoltà respiratoria, vomito (episodi ripetuti accompagnati da malessere), diarrea, perdita del gusto o dell’olfatto (in assenza di raffreddore), mal di testa intenso. 

Che iter è previsto per prenotare il tampone? E per il tracciamento?

Dopo la comparsa dei sintomi viene subito fissato il tampone per l’alunno o per il docente nella struttura pubblica indicata dall’Azienda sanitaria. Se entro 24 ore dall’esecuzione del tampone non si riceve alcuna comunicazione allora si può tirare un sospiro di sollievo: il referto negativo poi verrà comunque comunicato e così si potrà notificare l’esito anche alle famiglie dei compagni di classe. Nel caso l’esame sia positivo la scuola provvede a compilare per il Dipartimento un file excel con nome, cognome, codice fiscale di alunni e docenti che sono stati a contatto stretto col positivo (il criterio è sempre quello dei 15 minuti nello stesso ambiente) confrontando l’elenco col registro di presenza: per tutti coloro che figurano nell’elenco scattano i tamponi e la didattica a distanza.

In seguito a un caso di contagio quanto durerà l’isolamento?

I contatti stretti di casi positivi confermati e identificati devono osservare un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione o di 10 giorni, sempre dall’ultima esposizione, con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno. Gli alunni o i docenti positivi e sintomatici possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi. Alunni o docenti che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positivi al test, in caso di assenza di sintomatologia da almeno una settimana potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni. 

Sono previste misure più strette per le primarie e gli asili?

Secondo le ultime linee guida, nel caso delle scuole primarie, dell’infanzia e nidi, può scattare la quarantena di 14 giorni anche per uno dei genitori dell’alunno: il genitore si isolerà, assieme al figlio, dagli eventuali restanti componenti del nucleo familiare. La lista dei genitori degli alunni in quarantena (un genitore per alunno), sarà fornita al Dipartimento di prevenzione dal referente Covid della scuola.

Per quanto riguarda gli studenti positivi, se i sintomi non sono pesanti e dunque le condizioni di salute lo consentono non c’è alcun motivo di non usufruire della didattica a distanza. Di solito sono gli stessi alunni positivi, del resto, a insistere per poter seguire le lezioni online.

Quando si può tornare in classe? Che documenti vanno presentati?

Alunni, docenti e personale Ata che hanno ultimato il proprio periodo di isolamento e non hanno più sintomi per poter tornare a scuola devono presentare il certificato di guarigione a cura del Dipartimento di Prevenzione.

In caso di sintomi compatibili con il Covid, ma esito negativo del test, l’alunno rimarrà a casa fino a guarigione clinica, seguendo le indicazioni del pediatra o del medico di base. Risolti i sintomi, per tornare a scuola dovrà comunque presentare l’attestazione di aver eseguito l’iter diagnostico previsto o il referto negativo del tampone. In tutti gli altri casi di assenza che non abbiano alcuna connessione con la sintomatologia da Covid, non c’è obbligo di certificato medico per la riammissione a scuola.