«A scuola i doppi turni saranno necessari»

Pizzimenti in vista del rientro in aula al 100%: per trasportare in sicurezza tutti gli studenti servirebbero 400 bus in più

TRIESTE Il ritorno a scuola in presenza non sarà possibile senza doppi turni, perché non ci sono abbastanza autobus per trasportare contemporaneamente in sicurezza il 100% degli studenti delle superiori. La giunta Fedriga attende l’incontro fra Regioni e governo fissato per oggi, martedì 20 aprile, ma l’assessore ai Trasporti Graziano Pizzimenti sottolinea che «per trasportare il 100% dei ragazzi con mezzi a capienza dimezzata, in Friuli Venezia Giulia servirebbero 400 mezzi in più: nell’accordo coi privati firmato alla fine dell’anno scorso ne abbiamo reperiti 123, che bastavano per la scuola al 50%. In regione non ci sono altri mezzi e serviranno ingressi sfalsati con doppio turno».

Il governatore Massimiliano Fedriga assicura «massima disponibilità» all’esecutivo, «ma bisogna avere la consapevolezza che limiti fisici come la disponibilità dei mezzi non si possono superare». Il presidente della Conferenza delle Regioni affronterà il tema in giornata con i ministri Bianchi, Gelmini e Giovannini, ma quel che non può dire nel suo ruolo di mediatore lo dice Pizzimenti. «Siamo davvero preoccupati – dice l’assessore – davanti a quella che è stata un po’ una sparata del governo. Dicono scuola a tutti, ma non si capisce ancora se vogliono prevedere doppi turni e quale sarà la percentuale di chi andrà in presenza. Col 100% non si possono portare a scuola i ragazzi in sicurezza».

Pizzimenti evidenzia che «mezzi e autisti non si trovano in una settimana, tanto più che gli autobus privati disponibili in Fvg sono già tutti presi per questo scopo e in tutte le regioni del Nord c’è lo stesso problema e quindi non è possibile ricorrere a società fuori dal Fvg. Non ci sono i numeri: poco da fare. Possiamo riuscirci solo con i turni di ingresso sfalsati. La Regione è comunque a disposizione di quanto decideranno i tavoli con i prefetti».

Fedriga ritiene che sia inevitabile «lo scaglionamento degli orari di ingresso e uscita dalle scuole. Secondo me, con l’apertura al 50% ci si era già spinti ad un buon punto. Era stato raggiunto un buon equilibrio, un compromesso». Il governatore chiede poi di introdurre test salivari per il rientro a scuola: «Un auto-prelevamento del campione da parte dello studente aiuta moltissimo e può permettere di svolgere i test in modo più massivo». Rispetto a questa ipotesi, puntualizza il presidente, alle Regioni «non sono ancora arrivati i documenti ufficiali del Cts, ma può essere un’ipotesi maggiormente percorribile rispetto ad altre».

Dall’opposizione, il segretario del Pd Fvg Cristiano Shaurli ricorda «tutti i nostri appelli per arrivare preparati alla ripartenza della scuola. La riapertura della scuola in presenza era attesa e Fedriga non può certo spacciarla per un blitz del governo. Da settimane chiediamo che vengano potenziati i trasporti, anche con la collaborazione di aziende private ora ferme per la pandemia. Chiediamo di seguire il “modello Lazio”, con tamponi programmati, gratuiti e immediatamente prenotabili online per i nostri studenti. Ma come sempre – conlude Shaurli – la giunta Fedriga arriva impreparata».

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