Contenuto riservato agli abbonati

Il circolo serbo “Vuk Karadzic”: «Ci siamo autotassati per sistemare la nuova sede ma i soldi non bastano»

Il circolo sopravvive grazie all’impegno dei soci. Sospeso il noto torneo di calcio con partecipanti da tutta Europa

TRIESTE Di fronte alla pandemia, la comunità serba di Trieste mette mano alle proprie tasche per salvare la sua storica associazione, e grazie al contributo di tesserati, dirigenti e simpatizzanti si appresta a inaugurarne la nuova sede. Ciò nonostante la scorsa estate, sempre a causa dell’emergenza sanitaria, sia venuta meno la sua principale fonte di introito, ovvero il tradizionale torneo di calcio a Domio.

«Dopo aver avuto la nostra sede in via del Rivo per 25 anni, abbiamo preso in affitto un nuovo locale in piazza Foraggi, e lo stiamo ristrutturando grazie ai nostri soci e a un contributo della chiesa serbo-ortodossa», spiega Dejan Nikodijevic, titolare dell’impresa Edilserbia e presidente del circolo “Vuk Karadzic”, che conta circa 200 iscritti ed è formalmente affiliato all’Arci. «Abbiamo rifatto il tetto, le facciate esterne, senza neanche un aiuto pubblico: dal governo non sono arrivati ristori. Ora stiamo ripitturando e speriamo di poter inaugurare entro fine maggio, ma servono ancora soldi per comprare mobili, sedie, banchi. Siamo in crisi, perché siamo senza entrate da due anni. Le spese di luce, gas, affitto nel frattempo non sono venute meno».

L’associazione serba era solita organizzare un grande torneo di calcio a Domio, la terza settimana di giugno, che per l’occasione attirava pullman di visitatori da tutti i Balcani, dall'Austria e dalla Svizzera. L’evento si trasformava di fatto in un festival di cultura balcanica, con tanto di grigliate, birra e orchestre. «L’anno scorso è saltato. Quest’anno la vedo difficile. Il torneo rappresenta pressoché l’unica nostra fonte d’introito. Poi c’erano un festival di folkore e la festa di Sveti Sava, a gennaio, con cena e musica dal vivo: l’ultima si è svolta nel 2019. Vi partecipavano ogni volta circa 400 persone, che lasciavano un’offerta libera. Organizzavamo anche mostre artistiche durante il corso dell’anno. Con la pandemia è mancata soprattutto la possibilità d’incontro». l.g.

Video del giorno

Trieste, fiamme sul tetto di un palazzo in viale d'Annunzio

Frittata con farina di ceci e zucchine

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi