Coppia di avvocati perseguitata a Trieste: vicina di casa davanti al giudice

Paolo Codiglia e Alessandra Marin

Chiesto il rinvio a giudizio a carico di una 57enne residente in via Commerciale. È accusata di stalking e violenza nei confronti di Codiglia e della moglie Marin

TRIESTE Finirà in un’aula di tribunale la vicenda della casalinga di via Commerciale che molestava i vicini. Quei vicini, con cui la donna condivide una bifamiliare, sono due noti avvocati triestini: il cinquantacinquenne Paolo Codiglia e sua moglie, la cinquantaduenne Alessandra Marin.

Il caso era emerso a dicembre dopo la querela sporta dalla coppia di legali; i due coniugi, stremati dalle continue angherie che erano costretti a subire da mesi, a un certo punto non avevano potuto far altro che rivolgersi all’autorità giudiziaria.

Il pm Chiara De Grassi ora ha chiuso le indagini e ha chiesto il rinvio a giudizio. La casalinga molesta, una cinquantasettenne triestina, dovrà dunque comparire davanti a un giudice. L’imputata è chiamata a rispondere di una doppia accusa: atti persecutori e violenza privata.

Non si trattava di semplici dispetti di vicinato. A leggere gli atti giudiziari, la coppia di avvocati (difesa nel procedimento dall’avvocato Antonio Cattarini) era stata letteralmente presa di mira con insulti, post diffamatori sui social, mail e messaggi offensivi. Non mancavano le feste chiassose o l’auto parcheggiata apposta davanti al garage. Per non parlare del pianoforte suonato per ore fino a tarda sera, con il solo intento di disturbare. A volte la donna si metteva in terrazzo e parlava al telefono a voce alta. Un giorno aveva bloccato con delle fascette di plastica il cancello di accesso allo stabile. Oppure sbatteva i tappeti dal balcone, anziché in giardino, in modo da far arrivare la polvere nell’abitazione della coppia. Codiglia e la moglie erano costretti a tenere le finestre chiuse. Se osavano protestare, la vicina si vendicava telefonando alle forze dell’ordine accusando i due avvocati di angherie mai commesse. Nei messaggi Whatsapp sosteneva invece di essere stata «aggredita».

In quella bifamiliare di via Commerciale la vita era diventata una sorta di inferno, insomma, tanto che la coppia di coniugi a un certo punto aveva addirittura dovuto traslocare temporaneamente in un altro alloggio. A loro tutela il gip Marco Casavecchia aveva emesso un’ordinanza cautelare nei confronti della cinquantasettenne; il provvedimento, tutt’ora in vigore, le vieta di contattare e di avvicinarsi ai due legali. «In questo periodo la situazione è migliorata – osserva Codiglia – ma continuiamo a interrogarci sul motivo di quei comportamenti». Non si esclude un’antipatia verso la categoria professionale che trovava sfogo sui malcapitati vicini, in particolare nei confronti dell’avvocato Marin. L’udienza preliminare è fissata a maggio dal gup Massimo Tomassini.

Fiammiferi di asparagi con aspretto di ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi