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Robert: «Alla vigilia dei 50 anni ho ricominciato da zero vincendo la scommessa»

Rpbert Ulivi

Dopo aver perso il suo incarico nelle risorse umane il triestino Ulivi si è messo a studiare le tecniche alberghiere. E ora fa il receptionist

TRIESTE Perdere il lavoro a un passo dai 50 anni. E doversi reinventare dal principio, puntando tutte le fiches su un corso di formazione professionale. È successo al triestino Robert Ulivi, che dal marzo del 2019 è impiegato come receptionist all’hotel Italia. Un posto di lavoro a cui è approdato dopo aver trascorso i quattro mesi precedenti a studiare nei minimi dettagli i manuali del settore alberghiero, una realtà di cui non sapeva nulla.

«Quando a 48 anni ho perso il mio posto come responsabile delle risorse umane mi sono trovato a dovermi ricostruire una vita – racconta Ulivi -. Ho fatto una ricerca per capire quali fossero le figure professionali più richieste. Il portiere notturno/receptionist era una di queste. Arrivato a una certa età, sapevo di dover cercare laddove c’erano maggiori possibilità di essere assunti». Da questa convinzione, la scelta di ripartire da zero. E di iscriversi, insieme a un’altra decina di persone, a un corso organizzato dalla Regione, in collaborazione con Trieste Restaurant & Hospitality Academy.

«L’esperienza formativa era suddivisa tra ore di lezione teoriche e stage, questa alternanza ha rappresentato un grande vantaggio. Tutto ciò che ho appreso in quei mesi è stato fondamentale. Io e gli altri corsisti abbiamo imparato come ci si debba comportare in posizione di front office, come si accolga il cliente, i processi di check-in e check-out, in che modo occorra andare incontro alle esigenze degli ospiti. Insomma, per me è stato come scoprire mondo del tutto nuovo».

Ma non solo. Nel suo ritorno in classe, Ulivi si è dovuto confrontare anche con l’apprendimento dell’inglese e del tedesco e ha ottenuto certificazioni relative al primo soccorso e alle misure antincendio. Tutti elementi preziosi per aumentare le probabilità di assunzione una volta terminato il corso. «Non c’era la sicurezza assoluta che sarei stato assunto alla conclusione del periodo. L’unica garanzia era quella di poter frequenatre lo stage e fare formazione in una realtà concreta – sottolinea Ulivi -. Poi, come in tutte le esperienze, spetta alla persona rimboccarsi le maniche, saper sfruttare l’occasione e dimostrare ciò di cui è capace».

Quando gli capita di guardare al suo passato, il signor Robert non riesce a leggere solo in chiave negativa la perdita della precedente occupazione, a cui aveva dedicato gran parte dei suoi anni. «Sono soddisfatto del percorso che mi è capitato di intraprendere, sia a livello professionale che a livello umano, tant’è vero che ho mantenuto i contatti con altri corsisti - conclude -. Perdere il lavoro non è mai una bella cosa. Ma mi è piaciuto avere l’occasione di reinventarmi in un settore così diverso da quello in cui ero abituato a stare. E sono contento di essermi ritrovato nell’arco di poco tempo con un contratto a tempo indeterminato». l.c.

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