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Marano, un pescatore annegato nel canale del porto

Livio Pavan, 60 anni, sabato pomeriggio era uscito in barca. Il corpo è stato trovato in acqua verso le 7 del mattino di domenica

MARANO Un pescatore è annegato nelle acque del canale di accesso al porto di Marano. Il corpo di Livio Pavan, 60 anni, maranese, è stato avvistato in acqua verso le 7 di domenica mattina (18 aprile), da due pescatori che stavano uscendo in mare a bordo della loro imbarcazione. I due hanno immediatamente dato l’allarme allertando il 112 del Nue, che ha subito fatto scattare i soccorsi inviando un’ambulanza sul posto dove sono anche intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Cervignano e gli uomini della Capitaneria di Porto di San Giorgio di Nogaro, coordinati dal comandante Roberto Cerruti.

Al loro arrivo gli operatori sanitari non hanno potuto far altro che constatare come per il 60enne non ci fosse più nulla da fare: l’uomo era morto probabilmente già da qualche ora. I vigili del fuoco hanno quindi recuperato la salma, che si trovava nella zona antistante il cimitero di via San Vito. Dopo le procedure di identificazione, la salma è stata portata nella camera mortuaria dell’ospedale di Latisana a disposizione dell’autorità giudiziaria. Secondo una prima ricostruzione, la morte di Livio Pavan è imputabile all’annegamento e non ci sarebbe il coinvolgimento di altre persone.


Secondo i racconti di parenti e amici, Pavan nel pomeriggio di sabato è uscito in barca, come amava fare anche quando non doveva lavorare, facendo rientro all’imbrunire. Verso quell’ora è infatti stato visto sul molo di via San Vito da alcuni passanti e sembrava stesse bene. Da quell’ora poi, però, del 60enne si sono perse le tracce, fino a ieri mattina quand’è stato ritrovato il suo corpo. Secondo le forze dell’ordine intervenute, Pavan potrebbe essere scivolato in acqua in modo accidentale, senza più riuscire a risalire sul molo. L’uomo, che viveva da solo nella cittadina lagunare, ha sempre fatto il pescatore lavorando sia in mare sia in laguna e ultimamente dava anche una mano nelle zone di concessione in cui si allevano le vongole.

Era una persona molto riservata e schiva che non amava i clamori. La notizia della sua tragica morte ha immediatamente fatto il giro della piccola comunità maranese dove tutti si conoscono, lasciando i suoi concittadini sconcertati e increduli per le modalità con cui è avvenuta. Pavan lascia quattro fratelli, di cui un gemello, e una sorella. La famiglia attende il nulla osta per organizzare i funerali.—

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