L’Allianz vince la partita che non poteva fallire: Pesaro battuto a 101-88

Un momento del match Allianz-Pesaro in uno scatto di Francesco Bruni

TRIESTE Finalmente. Nella partita che non poteva fallire l’Allianz e adesso è davvero pronta a festeggiare i play-off, perché torna settima in classifica e scaraventa Pesaro a 4 lunghezze a due turni dalla fine con lo scarto canestri favorevole. Arriva la prova di carattere attesa: prima nel quarto iniziale, poi improvviso e inquietante il blackout nel parziale successivo, ma alla distanza Trieste si riprende partita e pass per i play-off. E chissà che questa vittoria non sia la benzina che mancava a un serbatoio che era entrato in riserva di idee e energie.

Dalmasson non rischia Fernandez e Gražulis, Repesa non ha Delfino e Cain. Sorpresa nello starting five: Doyle play, con Henry e Alviti insieme. Buon inizio di Delia, il primo canestro pesarese è una tripla di Zanotti e già brividi corrono lungo la schiena dei tifosi biancorossi. Ma l’Allianz è sul pezzo. Eccome. Doyle c’è (7 punti in 4’ minuti) e la squadra di Dalmasson si prende un vantaggio in doppia cifra con due bombe di Alviti (5’ 19-8). Rispetto alle ultime partite l’Allianz attacca decisamente meglio, circolazione della palla lucida, nessuna forzatura. In difesa si lavora molto d’anticipo. Al 7’dentro Laquintana per Doyle mentre Delia sfrutta alla grande l’assenza di Cain per dominare soto i tabelloni. Incontenibile Marcos, 13 punti in 9 minuti. Peccato però che venga tolto anche lui...Trieste chiude comunque il primo quarto al + 18 con un 33-15 due volte clamoroso: per la quantità di punti fatturati e perchè vivaddio dopo 10 minuti stavolta toccherà finalmente agli altri inseguire.

Pesaro cambia pelle nel parziale successivo: decisamente più aggressiva in difesa, più veloce in attacco e con un break di 7-0 propiziato da Robinson incrina la sicurezza dell’Allianz dove il turnover fa solo che generare confusione e perdere identità a un quintetto che stava dominando. Pesaro nuovamente con ritardo in cifra singola, di nuovo Zanotti in spolvero. Robinson insiste e l’Allianz dimentica totalmente tutto quanto di buono fatto nel primo quarto: soluzioni forzate e individuali, difesa assai meno cattiva e tignosa. Quello che era un monologo ora non lo è più, con la Carpegna che in nemmeno cinque minuti ha recuperato gran parte del passivo. 43-42 al 17’. La mossa di Doyle play non dà più effetti, prova insulsa di Henry al quale a un cetto punto viene preferito il cuore di Coronica, Alviti e Delia (rimesso in campo dopo minuti oscuri di Upson) fanno il possibile per mantenere a distanza la truppa di Repesa. Non serve. L’Allianz è piombata nella irritante apatia delle ultime partite, assiste inerme - in campo e in panchina - alla rimonta pesarese. Trieste va al riposo avanti 52-49 (concessi 34 punti in un quarto!) ma è sconcertante come una squadra che sa di dover dare tutto e non tradire le attese della tifoseria dopo aver giocato tanto bene da meritarsi 18 punti di margine, smetta di fare basket e imbelle si faccia recuperare senza reagire.

Per fortuna c’è Alviti che da tre - se messo nelle condizioni di farlo decentemente - sa come imbucare (23’ 60-53). Il terzo fallo non ci voleva. Con una bomba di Laquintana, decisamente rinfrancato nella ripresa, Trieste si riprende un margine in grado di ribaltare il passivo dell’andata (65-54 26’). Tolto Alviti per Henry. L’asse Laquintana-Delia funziona che è un piacere, il centro argentino confeziona un tabellino che neanche nelle giovanili...Al 29’ +17 (80-63), concedendo poi un evitabile 0-5. La missione adesso è gestire il vantaggio senza vanificarlo come accaduto nel secondo pessimo quarto. Nell’ultimo parziale di nuovo Doyle play, con un paio di buone imbeccate sfruttate da Upson (35’ 89-74). Grande Coronica a ghermire un rimbalzo e a segnare nell’azione seguente. Lo imita Alviti. A cinque minuti dalla sirena +19 (93-74). Forse nemmeno l’Allianz del primo tempo di Trento riuscirebbe a buttare la partita, a questo punto. Ma non è quella sera. Finalmente.

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