Contenuto riservato agli abbonati

Viaggi oltreconfine, la Slovenia rivede regole e protocolli: ecco cosa ha deciso il governo di Lubiana

Vincoli meno rigidi per i transfrontalieri. Chi rientra in Italia deve stare in quarantena anche se è già stato vaccinato

LUBIANA Aumentano e diventano sempre più complicate le regole per gli spostamenti oltreconfine in tempo di Covid-19. Regole che cambiano a ogni riunione dei governi interessati. Ma procediamo con ordine.

In Slovenia per entrare nel Paese e non essere sottoposto a quarantena bisogna esibire l’esito negativo di un tampone molecolare (i test rapidi non sono più validi) effettuato in uno dei Paesi Ue o Schengen al massimo 48 ore prima dell’ingresso. I test rapidi, invece, restano validi per i lavoratori transfrontalieri e per gli studenti che devono esibirli ogni sette giorni.

La Slovenia mette a disposizione questi test in forma gratuita ai valichi di Nova Gorica, Sesana, Caporetto e Rateče. E qui arriva la prima novità. Gli studenti anche di età superiore ai 15 anni non devono più presentare il test rapido e neppure gli accompagnatori purché questi facciano immediato rientro in Italia dopo aver lasciato i ragazzi a scuola in Slovenia. Tra i motivi urgenti per cui si può entrare senza tampone sono quelli di lavoro. Si può anche transitare attraverso il territorio sloveno purchè non vi si rimanga più 12 ore (prima il limite era di 6 ore).

Può liberamente entrare il Slovenia chi è stato vaccinato ma ad alcune condizioni: se il siero è Pfizer devono essere passati almeno 7 giorni dalla seconda dose, 14 con Moderna e almeno 21 giorni in caso di prima dose AstraZeneca. Può entrare in Slovenia chi presenti un risultato positivo al tampone rilasciato almeno 21 giorni prima ma non più di 6 mesi prima dalla data dell’esibizione al confine, oppure un certificato medico che attesti che la persona ha avuto il Covid-19 e che dall’inizio dei sintomi non sono trascorsi più di sei mesi. Sempre in Slovenia, infine, la Corte costituzionale ha bocciato il comma del decreto anti-Covid del governo laddove si vietano manifestazioni di protesta.

Situazione più definita in Croazia. Chi dall’Italia volesse recarsi in terra croata dovrà esibire al confine un tampone molecolare oppure un test rapido negativo non più vecchio di 48 ore rispetto all’ingresso ed effettuato in un Paese dell’Unione europea o dell’Area Schengen. E questo è valido sia per gli ingressi “normali” via automobile, sia per gli ingressi via mare con la barca. Chi è stato vaccinato deve presentare un certificato in cui attesta che sono passati 14 giorni dalla somministrazione della seconda dose oppure dalla prima se si tratta di sieri monodose. Chi è guarito dal Covid-19 può entrare esibendo un certificato emesso da un medico in cui si attesta di aver superato la malattia. La decisione di lasciare tutto inalterato è stata presa nell’ultima riunione del governo croato dopo l’incontro con gli esperti virologi ed immunologi del Paese.

Attenzione poi al rientro in Italia. L’ordinanza del 2 aprile 2021 del ministro della Salute prevede che chi nei 14 giorni precedenti ha soggiornato o transitato in uno dei Paesi considerati a rischio (Slovenia e Croazia ad esempio) deve sottoporsi a tampone (molecolare o antigenico) effettuato nelle 48 ore prima dell’ingresso in Italia il cui esito sia negativo. Deve stare in quarantena per 5 giorni a prescindere dell’esito del test di cui sopra ed effettuare un ulteriore test al termine dei 5 giorni. E ciò vale anche per chi è stato vaccinato.

Video del giorno

Incidente minibus a Capri, il momento in cui il bus precipita ripreso dalle telecamere di sorveglianza

Cotolette di ceci con maionese all'erba cipollina

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi