Reggio-Debegnac: «Fatto il vaccino della Spiffer. Lo consiglio a tutti»

Ariella Reggio

Il video dell’attrice teatrale sulla campagna di profilassi diventato virale grazie a bravura, umorismo e simpatia. Intervista “doppia” al personaggio e all’attrice: «Addetti bravi e molto cocoli» 

Pronto signora Debegnac, disturbo?

No, prego prego ma chi parla la scusi?


Sono il giornalista del Piccolo per quella intervista che abbiamo concordato....

Ah bon, la me disi, la me disi pur.

Allora si è vaccinata, tutto a posto?

Sì tuto ben grazie, una dose sola per el momento. Go trovà gente cocola. La pensi che i ga voludo persin farse la foto con mi. Cossa la vol de più?

Ariella Reggio-Debegnac si prepara per andare a fare il vaccino anti-Covid



Eravamo tutti curiosi di sapere cosa dirà la Debegnac dopo la vaccinazione...

Xe andà benisimo, bravi, gentili, puntuali. Me go discoverto e i xe stadi veloci, go sentido solo come una sponta de zanzara. Tutto liso, come pensavo.

Super cocoli, insomma.

Devo dir molto, molto cocoli. E come i ga visto el mio cognome ancora più cocoli. Go impinì le carte che iera de firmar, ga funzionà tuto.

Ariella Reggio-Debegnac in guanti e mascherina ai tempi del coronavirus



Spero non sarà andata al centro vaccinale due ore prima creando intasamenti come fanno spesso gli anziani.

No, solo quela nostra mezoreta asburgica per paura de no eser puntuali. Me son mesa in un canton e go spetà el mio turno.

Le hanno somministrato lo Spiffer come lo chiama lei?

Sì proprio quel, Spiffer, Piffer, quel col nome dificile.

Ma dica la verità: avrebbe preferito forse quello della casa farmaceutica Moderna. Moderna suona bene, magari toglieva qualche ruga?

Eh magari, la sà come xe... Sì, sonava ben. E invece Piffer, Spiffer. Van ben lo steso.

Ma avrebbe fatto senza problemi anche quello dell’AstraZeneca?

Astrazenica me par che se disi dale nostre parti, anche quel va ben. Quando iero picia i ne fazeva i vacini senza chieder el permeso. E iero contenta come ’deso, me go salvà dala polio e da altre malatie. Continuo a dirghe a tuti, guardè che el vacin xe l’unica soluzion. Ghe go dito anche ale mie amiche, andè a vacinarve, no ste far le stupide.

Ci tolga una curiosità, signora Debegnac: alla fine si è messa la maglietta rosa di lana della nonna o il più sexy combinè? Magari poteva esserci qualche giovane dottorino, mon si sa mai...

La guardi, me go meso el combinè, xe più elegante e poi la maia de nona la xe pesantima per la stagion. Omini però no ne go visti.

Nessun problema fisico neanche i giorni seguenti? Di solito lei si lamenta di tutto. Neanche un po’ “de mal al brazo” per dirla alla sua maniera?

Robete, el giorno dopo un po’ de spiza sul brazo, me vigniva de gratarme. Tuto qua e niente febre.

Adesso dovrà fare il richiamo, preoccupata?

La scherza? Entro el mese fazo tranquila el richiamo.

Allora signora Debegnac lo consiglia a tutti?

Certo che lo consiglio a tuti, xe una question de buon senso anche se de sciensa no capiso niente.

E tutte queste polemiche sui vaccini che possono avere alcune controindicazioni, pensa che siano fondate o i giornali “scrivi sta roba per insempiar la gente”?

Sì, bravo, eco, se fato per insempiar la gente. Tute le medicine ga el pro e el contro. Bisogna un po’ fidarse.

Ha avvisato suo nipote che è andato tutto bene, l’ha chiamato su “sum” come dice lei?

La guardi, go provado anche quel. Sì come se ciama sum, suf... Fraca de qua e fraca de là, ghe la go fata. Go zente giovine e cocola che me iuta.

Grazie signora Debegnac, alla prossima...

La se figuri, grazie a lei.

Smessi i panni dell’asburgica signora Debegnac, ora conversiamo con Ariella Reggio, di persona personalmente per dirla come Camilleri. Attrice di teatro, televisione e cinema. Servirebbe un’enciclopedia per raccontare la sua carriera. Una ragazza di 84 anni (e un quarto aggiunge lei) con la vitalità e lo spirito, ma da noi si dice morbin, di una trentenne. Il suo video sulla Debegnac che va a vaccinarsi ha fatto centro più di mille campagne promozionali del Ministero della Salute. L’hanno visto e apprezzato non solo a Trieste e dintorni ma in varie parti d’Italia, così è diventato presto virale.

Signora Reggio, tutto questo successo con il video del vaccino se l’aspettava?

Sinceramente no, non pensavo che facesse così presa tra la gente. Mi hanno chiamato da Anzio, Torino, Venezia e anche dal Friuli ma non lo scriva... E sa una cosa?

Mi dica prego...

In questo periodo ho fatto anche una curiosa scoperta. Scartabellando tra le vecchie carte di casa ho trovato un passaporto vaccinale di mia mamma che serviva per varcare il confine. Allora c’era il vaiolo. Altro che invenzione recente, il passaporto vaccinale esisteva già quella volta.

Mi racconti anche com’è nata l’idea di questo video Debegnac-vaccino.

Faccio una premessa. La Debegnac è un personaggio inventato da Carpinteri e Faraguna ma che fino a poco tempo fa non era mai stato messo in scena. Veniva solo menzionata come vicina di casa nelle telefonate tra madre e figlio. Il merito di averla ripescata per portarla sul palco è del regista Davide Calabrese (Oblivion) con il musical Nuovo Cine Swarovsky e con Ottantena. A lui è venuta l’idea del video, è una produzione de La Contrada. Lui scrive anche i testi ma ci metto le mani pure io.

Ma secondo lei, la comicità e l’umorismo in dialetto triestino sono esportabili altrove?

La guardi, io sento l’obbligo morale di metterci i sottotitoli nei video. Purtroppo è vero che la comicità triestina in dialetto ha dei limiti e dei confini.

Come ha vissuto questo anno di semiclausura, un vero disastro per il mondo dello spettacolo e non solo?

Ho continuato a fare un po’ di prove nella speranza di riaprire presto il teatro. Grazie a Livia Amabilino e a tutto lo staff siamo rimasti in attività. Alla mia età non posso permettere al cervello di restare inattivo. Devo sempre progettare qualcosa.

Il Covid le fa paura?

All’inizio no, poi ho capito che era molto molto contagioso e che a 84 anni ero una persona a rischio. Sicuramente sono stati fatti degli sbagli a livello organizzativo ma il nemico non è il nostro governo bensì il virus, ricordiamocelo, che ci ha sbalestrati tutti, scienziati compresi che in pochi mesi hanno cambiato idee e strategie. È una guerra che va combattuta con il vaccino. Troppi morti e un macello sotto il profilo economico.

Quale sarà la prima cosa che farà quando torneremo un giorno tutti liberi?

Sul piano artistico prima di tutto vorrei fare uno spettacolo di Ottantena al castello di San Giusto, poi ci dovrebbe essere qualche set cinematografico. Sul piano più personale vorrei concedermi qualche viaggio. Finché la salute regge, sono abituata a viaggiare. Ho amici da andare a trovare a Londra e Roma.

Ci perdoni, dimenticavamo, ancora una domanda, è importante: la Debegnac si è vaccinata e lei?

Ma certo, adesso sto aspettando la seconda dose come la Debegnac. Con Spiffer, naturalmente. —

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