Contenuto riservato agli abbonati

Monfalcone, il Comune boccia la centrale a gas: «Sulla città aumento delle polveri sottili»

Katia Bonaventura

Sono le più penetranti e dannose per la salute: i due camini troppo bassi concentreranno la ricaduta anche a Staranzano


MONFALCONE Il Comune ha espresso un ulteriore parere, nell’ambito della procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) relativa al progetto di turbogas presentato da A2A Energiefuture. È un’integrazione alle prime osservazioni in seguito all’avvio, il 12 marzo, di una nuova consultazione pubblica da parte del Ministero dell’Ambiente, legata alla documentazione suppletiva prodotta dall’azienda. Ora le osservazioni sono state inoltrate al Ministero. Le conclusioni ribadiscono la bocciatura al progetto: «Il Comune esprime parere non favorevole rispetto alla compatibilità dell’opera, in quanto ritiene che l’impatto su ambiente, e salute del nuovo impianto a gas a ciclo combinato non sia sostenibile rispetto al territorio in cui verrebbe a insediarsi», si evince. Su tutto un aspetto: sulla città le emissioni di polveri sottili aumenteranno.

LE POLVERI SOTTILI.

Le emissioni di polveri sottili PM 2.5, più penetranti e associabili a diverse patologie, sostiene il Comune, non diminuirebbero con il prospettato impianto a gas. L’assessore all’Ambiente Sabina Cauci specifica: «Dalla relazione integrata depositata da A2A EnergieFuture, abbiamo appreso che le emissioni di polveri sottili risulterebbero equivalenti tra la centrale a gas funzionante a ciclo combinato e la centrale a carbone funzionante con le regole dell’Autorizzazione integrata ambientale attualmente vigenti e che hanno comportato comunque una notevole riduzione delle emissioni inquinanti».

EMISSIONI DI CO2.

Le emissioni di anidride carbonica (Co2), si sottolinea, sarebbero equivalenti a quelle dell’attuale centrale a carbone. In sostanza, «essendo l’impianto a gas proposto circa tre volte più grande», la quantità di CO2 totale emessa sarebbe sempre circa di 2 milioni di tonnellate all’anno. L’assessore Cauci, peraltro, osserva: «L’azienda ha dichiarato che nel caso in cui la centrale a gas fosse alimentata in futuro con il 50% di idrogeno, probabile solo dopo il 2040, l’emissione di CO2 sarebbe stimata in 249 grammi per Kilowattora. Sono oltre il doppio rispetto ai limiti fissati dall’Unione europea».

I CAMINI.

L’impianto a ciclo combinato previsto sarà dotato di due camini di 60 metri di altezza. Per il Comune ciò comporterebbero una maggiore ricaduta delle emissioni su Monfalcone e Staranzano. «I due camini di soli 60 metri – argomenta Cauci – comporterebbero una concentrazione più elevata sulla nostra città e sul Comune limitrofo rispetto all’impianto termoelettrico. I modelli di dispersione delle polveri dal camino della centrale a carbone, alto 150 metri, indicavano invece il maggiore punto di ricaduta a Doberdò del Lago. I nuovi camini, inoltre, sarebbero posizionati ad una distanza dalle abitazioni inferiore a 150 metri, rispetto ai 250 metri dall’attuale ciminiera».

LA SALUTE.

La fragilità sanitaria della popolazione del territorio è comprovata da numerosi studi, in particolare in relazione alle patologie cardiovascolari, e dalle analisi Istat presentate dalla stessa A2A. Il dato nuovo, evidenzia il Comune, è relativo all’eccesso di malattie dell’apparato digestivo nell’Isontino e in particolare a Monfalcone. L’amministrazione ha richiesto ulteriori integrazioni di indagine in ordine al tumore ai reni, alle patologie della laringe e della tiroide. Il Comune da parte sua ha presentato dati che dimostrano come «l’eccesso di patologie presenti nei Comuni del Basso Isontino, a Duino e a Fiumicello Villa Vicentina, previsti come siti di ricaduta delle emissioni, sono simili se non analoghi a quelli riscontrati a Vado Ligure e a Civitavecchia, dove insistevano le centrali a carbone».

METANODOTTO E IMPATTO AMBIENTALE.

Viene evidenziato «il forte impatto geologico che avrebbero eventuali trivellazioni e le attività di interramento del metanodotto». Il riferimento è alle consulenze di geologi ed esperti di cui s’è avvalsa l’amministrazione comunale, nelle quali si evidenzia il rischio di modificazioni irreversibili del sottosuolo carsico, con inquinamento di zone integre, alterazioni delle falde sottostanti e probabili deviazioni dei corsi d’acqua sotterranei, consideranto anche le zone di interesse archeologico. La posa del metanodotto proposta da A2A attraverserà il Parco del Carso e il Biotopo del Lisert, di alto valore naturalistico. Si richiama la presenza del grillo Zeuneriana marmorata, e di specie vegetali pregiate come l’Euphrasa marchesetti, il Gladiolus palustris, il Cladium mariscus.—

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Video del giorno

La protesta di una signora no vax davanti a Letta

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi