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Contagi in calo, il Friuli Venezia Giulia resta arancione. Trieste la più colpita con incidenza a 281

La giunta Fedriga esclude comunque nuove misure restrittive a livello provinciale. Venerdì registrati 392 nuovi positivi, di cui 134 solo nel capoluogo

TRIESTE I numeri all’ingiù del coronavirus della scorsa settimana mantengono il Friuli Venezia Giulia in zona arancione, nell’attesa di poter puntare al giallo che il governo reintroduce nel sistema a colori delle restrizioni anti-Covid. La fotografia della settimana in corso, pur con un rialzo dei tamponi, mostra una situazione sotto controllo a livello regionale, ma aumentano le difficoltà per la provincia di Trieste, la più colpita del territorio dal contagio.

I 392 casi di giornata comunicati dal vicepresidente con delega alla Salute Riccardo Riccardi portano la somma dei positivi negli ultimi sette giorni a 1.938 con un’incidenza ogni 100.000 abitanti pari a 161, abbondantemente sotto la soglia di 250 oltre la quale si va automaticamente in rosso.

A Trieste, il +134 di venerdì, fa però decollare quel parametro a 281, il dato più alto dal 7 aprile. Trend ovviamente da monitorare, ma con la Regione che conferma che non sono previste in questo momento misure restrittive di livello provinciale. Nel resto del Fvg la situazione migliore rimane quella di Pordenone (98/sette giorni/100.000), con Gorizia a 188 e Udine a 134.

A beneficare della circolazione meno rapida del virus sono soprattutto le strutture ospedaliere. Anche ieri si è registrato un consistente calo dei posti letto occupati da pazienti Covid. Con tre nuovi ingressi, i ricoveri in terapia intensiva sono 59 (-6), vale a dire il 34% della disponibilità, ancora sopra il 30% della soglia di sicurezza, ma si deve ritornare all’8 marzo per trovare un dato più basso. Nelle aree mediche si scende invece a 416 (-29) per un totale di ospedalizzati pari a 475, 129 in meno dei 604 del 12 aprile (-21%).

La notizia sempre più amara è quella che riguarda i decessi. Ieri ne sono stati comunicati altri 21, di cui sette pregressi. Da inizio pandemia sono morte con diagnosi Covid 3.579 persone: 1.905 a Udine (+10), 758 a Trieste (+5), 652 a Pordenone (+4) e 264 a Gorizia (+2). Il +392 sulle 24 ore è la somma tra i 292 da tampone molecolare (su 7.633, 3,83%) e i 100 da test rapido antigenico (su 4.840, 2,07%).

L'incidenza sul totale dei controlli (12.473, con l’eccezione dell’8 aprile non se ne facevano così tanti dal 24 marzo) è del 3,14%, ma quella più significativa sulle persone sottoposte per la prima volta al test è del 9,81%, dimezzata rispetto a giovedì. Rientra inoltre l’allarme nelle case di riposo (nessun contagio né tra gli ospiti né tra gli operatori dopo i 16 del giorno precedente) e si contano solo due casi nel sistema sanitario (un infermiere in Asugi, un operatore socio sanitario nell’Azienda Friuli Centrale). Ad aver contratto il virus sono 102.747 cittadini, di cui 49.355 in provincia di Udine (+138), 19.973 a Pordenone (+76), 19.790 a Trieste (+134), 12.491 a Gorizia (+40) e 1.138 di fuori regione (+4). Gli attualmente positivi sono 9.885 (-360), i totalmente guariti 84.298 (+512), i clinicamente guariti 4.985 (+219), gli isolamenti 9.410 (-325).

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