Troppe costruzioni a Rovigno: il sindaco si appella a Zagabria

Paliaga chiede alla Direzione catastale di non dare via libera a ulteriori lottizzazioni di aree agricole e boschive. Lo spettro di nuove operazioni di abusivismo edilizi

ROVIGNO Il sindaco di Rovigno Marko Paliaga alza nuovamente la voce contro l'abusivismo edilizio, da qualche anno a questa parte in forte espansione, e punta il dito contro l'autorità statale accusata di scarsa efficacia nel contrastarlo. Quale responsabile della pianificazione ambientale del comprensorio rovignese, il sindaco - come riporta il quotidiano Glas Istre - ha invitato la Direzione catastale di Stato a bloccare la lottizzazione delle superfici agricole e boschive nei dintorni della città, ritenuta il primo passo verso lo snaturamento del territorio: di lì si potrebbe infatti procedere con costruzioni fuori norma sperando in successivi condoni edilizi. L’ultimo esempio eclatante che ha spinto Paliaga a intervenire è la richiesta di lottizzazione da parte del proprietario di un bosco: un’area di 30.000 metri quadrati da dividere in 54 lotti da vendere singolarmente.

«Su questi lotti - spiega Paliaga - sorgeranno costruzioni di ogni tipo, al di fuori dell'area edificabile della città, in netto conflitto con il piano ambientale. Ricordo che per legge le superfici agricole e boschive sono considerate un patrimonio sotto tutela della Repubblica di Croazia». Il sindaco ha messo al corrente della situazione tutte le istituzioni competenti, dai singoli ministeri alla Procura comunale, ma dalle istituzioni finora non è giunta risposta.

Intanto l’abusivismo continua a prosperare. Tanto per delineare la dimensione del problema, basti pensare che l’ultima finestra temporale per i condoni si è chiusa nel giugno del 2018, e che entro i termini previsti dalla legge nella Regione istriana erano state avanzate 24 mila domande di legalizzazione di edificazioni. E nella prospettiva di un nuovo ciclo di legalizzazione, c’è perfino chi si è messo a ricorrere a uno stratagemma originale e creativo per fare letteralmente carte false: “simulando” cioè l’esistenza di non ancora edificate case, casette e perfino piscine, collocando sul terreno materiale edile o di altro genere che visto dall’alto pare proprio una costruzione, menrre per le piscine sono stati usati teloni di colore celeste.

Perché tutto questo? Perché nella domanda di legalizzazione è fondamentale allegare le foto scattate dall’alto, giacché documentano l’avvenuta costruzione entro la data utile indicata dalla legge. Nell’area di Rovigno ci sono state almeno un centinaio di simulazioni del genere che hanno fatto infuriare il sindaco per la mancata reazione delle istituzioni statali, visto che le autonomie locali non hanno poteri in materia. Oltre che a Rovigno, l'abusivismo edilizio è molto diffuso a Umago dove il sindaco Vili Bassanese parla di circa duemila costruzioni fuorilegge nel 99% dei casi appartenenti a cittadini sloveni. E a Dignano, solo nell'ultimo ciclo di condoni, sono state inoltrate 4.500 domande di legalizzazione. — © RIPRODUZIONE RISERVATA

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