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Rt in calo in tutta la regione, ma a Trieste ci sono numeri da zona rossa

Nel capoluogo regionale incidenza sopra quota 250. Venerdì la decisione del ministero: attesa la conferma dell’arancione

TRIESTE Si continua a scendere: dall’Rt ai posti letto negli ospedali. Ma c’è un caso Trieste, l’unica provincia che continua a viaggiare attorno a numeri da zona rossa. Ieri, come tutti i giovedì, è stato il giorno della bozza del report ministeriale settimanale (5-11 aprile), anticipazione del monitoraggio che oggi, venerdì 16 aprile, definirà i colori delle regioni a partire da lunedì. In piazza Unità si dà per scontata la conferma dell’arancione, tanto più con una fotografia sul periodo pasquale, che ha fisiologicamente visto rallentare sorveglianza e tracciamento, con meno tamponi e di conseguenza meno positivi al coronavirus.



L’Rt, l’indice di contagio, è sempre più basso (0,72 dallo 0,79 comunicato la scorsa settimana) e pure l'incidenza va all’ingiù: da 219 a 137 casi sommati in sette giorni ogni 100.000 abitanti. Se è vero che la cabina di regia nazionale analizza su questo fronte numeri sottostimati, pure l’incidenza emersa ieri dopo il bollettino quotidiano è di 156, dunque sempre molto lontana dalla soglia di 250/sette giorni/100.000 abitanti oltre la quale si va automaticamente in zona rossa.

Capitolo a parte per la provincia di Trieste, che invece è a 251 e balla da tre giorni attorno a quelle cifre. Roma decide i colori sul livello regionale ed eventuali restrizioni provinciali spettano alle amministrazioni locali, ma dalla presidenza della Regione si fa sapere che non sono in cantiere misure di maggiore contenimento anti-Covid sul territorio triestino. La situazione viene in ogni caso monitorata. Nel resto della regione l’incidenza in provincia di Gorizia è di 189, a Udine di 139, a Pordenone di 95.

Il quadro di un virus che circola con meno velocità, come emerge anche da altri dati del report trasmesso in Fvg. Vi si registra il calo dei contagi trasmessi alla Pc (da 3.419 a 1.892, -44,7%), ma anche la riduzione del rapporto positivi/tamponi (dal 13,7% all’11%), dei focolai attivi (da 1.601 a 1.154) e dei nuovi focolai (da 410 a 351). Diminuiscono inoltre i tassi di occupazione con pazienti Covid (al 13 aprile): dal 46% al 43% in terapia intensiva (ma la soglia di sicurezza è del 30%), dal 47% al 39% nelle aree mediche (sotto la soglia del 40% indicata dal governo).

Ma è proprio dagli ospedali che arrivano le migliori notizie di giornata. Nelle terapie intensive (5 ingressi sulle 24 ore) si è scesi a 65 (-7), il dato più basso dal 13 marzo, nelle aree mediche a 445 (-26), con un calo di ricoverati pari al 15% da lunedì 12 aprile. I contagi di ieri sono 267 tra i 222 da tampone molecolare (su 5.490, 4,04%) e i 45 da test rapido antigenico (su 694, 6,48%). L'incidenza sul totale dei controlli (6.184) è del 4,32%, ma quella più significativa sulle persone sottoposte per la prima volta al tampone è in notevole rialzo (20,51%). E in risalita sono anche i positivi nelle case di riposo (11 tra gli ospiti, 5 tra gli operatori). Ad aver contratto il virus sono 102.355 cittadini, di cui 49.217 in provincia di Udine (+93), 19.897 a Pordenone (+30), 19.656 a Trieste (+113), 12.451 a Gorizia (+30) e 1.134 di fuori regione (+1). Con altri 12 decessi si sale a 3.558 da inizio pandemia: 1.895 a Udine (+4), 753 a Trieste (+5), 648 a Pordenone (+1) e 262 a Gorizia (+2). Gli attualmente positivi sono 10.245 (-81), i totalmente guariti 83.786 (+349), i clinicamente guariti 4.766 (-13), gli isolamenti 9.735 (-48). —

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