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Centri commerciali, fra 3 anni il raddoppio a Trieste

Massimo Silvano

Fiera, Silos, Maddalena, gli occhi di Ikea su Porto vecchio: equilibri destinati a cambiare. E i poli storici si preparano alla sfida

TRIESTE La provincia di Trieste attualmente vanta tre centri commerciali, ma da qui a tre anni - in base ai progetti oggi in piedi - assisteremo all’inaugurazione di un’importante struttura di vendita negli spazi un tempo destinati alla Fiera, alla concretizzazione (se tutto filerà liscio) del rilancio del Silos, alla realizzazione del complesso commerciale all’ex Maddalena (cinquemila metri quadrati tra Despar e altri punti vendita), senza contare i nuovi insediamenti commerciali attesi all’interno del Porto Vecchio nell’ambito della sua rivitalizzazione. 



Se, come già annunciato dal sindaco Roberto Dipiazza, il colosso Ikea ha messo gli occhi su una porzione dell’antico scalo, è verosimile che lo sbarco del colosso svedese non resterà isolato.

Davanti a un simile contesto futuro, si apre il dibattito su quale potrà essere la sorte dei centri oggi esistenti. Partiamo dal primo costruito a Trieste, con precisione nel 1991, Il Giulia, che sta completando i lavori che hanno ridato un nuovo volto alla struttura, con il marmo che ha lasciato spazio al parquet, una ripensata illuminazione e un nuovo volto pure per la facciata esterna. Dopo che nel 2016 Piero Coin, uno dei protagonisti della celebre famiglia di imprenditori veneti, ha acquisito tutte le quote della Iulia srl, diventando il nuovo proprietario del centro, Il Giulia ha di anno in anno registrato nuovi ingressi. Di poche settimane fa anche l’apertura della gastronomia Come di Casa. «Abbiamo commercializzato il 90% della superficie commerciale disponibile – riferisce la proprietà – e ci prestiamo a chiudere la trattativa per l’apertura di un nuovo store da 1.600 metri quadrati: i nuovi centri commerciali non ci spaventano, la nostra è una dimensione diversa». A dare una prospettiva a Il Giulia da qui a due-tre anni è la sua vocazione più rionale – è quasi un’estensione di San Giovanni – ma soprattutto l’importante progetto dello studentato che sorgerà alle sue spalle. Quest’estate, burocrazia permettendo, partirà infatti il cantiere che in via Bonomo trasformerà l’ex Telecom in casa per studenti da 450 posti letto. Un bacino commerciale non indifferente, con centinaia di ragazzi che inevitabilmente usufruiranno di quel centro ai piedi della loro residenza per fare la spesa, per mangiare un panino e bere una birra. Senza contare l’interesse per i servizi. «Abbiamo cercato di dare al centro una fisionomia che diversifichi l’offerta merceologica e migliori il servizio alla clientela, anche con un servizio di consegna a domicilio – spiega la proprietà de Il Giulia – con un occhio particolare ovviamente anche ai giovani, vista la nuova realtà che nascerà qui accanto».

Il centro commerciale di più recente costruzione è Montedoro Shopping Center di Aquilina. «I centri commerciali in progetto non ci fanno paura – sostiene il direttore Sergio Bavazzano – perché riteniamo di attingere a un bacino d’utenza, d’oltreconfine soprattutto, diverso da quello che a nostro avviso sceglierà altre strutture. A nostro favore gioca anche l’aspetto legato alla viabilità». Tra l’altro uno studio commissionato dallo stesso centro commerciale evidenzia la distanza dagli attuali centri rispetto all’ex Fiera: cinque minuti in auto e 19 in bus dalle Torri: nove minuti in auto e 21 in auto da Il Giulia, 13 in auto e 23 in bus da Montedoro. Montedoro che vede oggi occupato il 90 % delle superfici commerciali. «Stiamo valutando l’inserimento di nuovi marchi – illustra Bavazzano – e lavoriamo a una declinazione del piano superiore tra servizi sanitari e spazi ludici, con un ampliamento dell’offerta indirizzata a giovani e famiglie».—

 

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