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Deserta l’asta per il ristorante "Al falegname" di Gorizia: nuovo tentativo al ribasso

Solo manifestazioni di interesse ma nessuna offerta per il locale di via Nizza. La cifra minima scende a 89 mila euro a fronte di una stima di 199 mila euro

GORIZIA Nulla di fatto: l’asta per l’ex ristorante “Al falegname” è andata deserta. Ci sono state delle manifestazioni d’interesse, con dei sopralluoghi al locale, ma come si poteva comunque immaginare, il prezzo a base d’asta di 159 mila euro è stato, evidentemente, ritenuto ancora eccessivo da parte dei potenziali acquirenti che preferiscono giocare d’attesa; così, a fronte di un’offerta minima prevista di 119 mila euro, non sono state presentate offerte al delegato della vendita.

Si andrà ora al secondo round con un ribasso del 25% che, in teoria, per gli interessati, dovrebbe rendere più appetibile l’affare. La nuova asta è fissata a martedì 6 luglio e il nuovo valore di vendita sarà di 119.273,54 euro, con un’offerta minima di 89.455,15 euro ed eventuali rilanci sempre di mille euro ciascuno.



L’immobile all’angolo tra le vie Nizza e Maniacco era stato pignorato lo scorso anno dal Tribunale di Gorizia su richiesta di Banca Intesa San Paolo perché la società proprietaria dei locali, la Convivio srl con sede in via Buonarroti 10, non aveva onorato il pagamento del mutuo di quasi 396 mila euro. Secondo la perizia eseguita dal geometra Maurizio Di Martino, il valore di mercato dell’intero lotto (locale, magazzino e terreno) è di 199.852 euro.

L’immobile è libero. Il ristorante è chiuso praticamente da un anno. Dopo il lockdown della scorsa primavera, l’attività del Falegname non è più ripresa: chi aveva preso in affitto il locale ha disdetto il contratto, contratto che, in ogni caso, sarebbe scaduto il 30 aprile. Il lotto è sostanzialmente composto da tre parti. Quella di maggior valore è il bar che ha una superficie commerciale di 229,44 mq ed è valutato poco più di 195 mila euro. Poi ci sono un deposito di 3,26 mq (valutato 1.662,60 euro) e un terreno residenziale di altri 3,72 mq (valutato 3.165,40 euro).

Per quanto riguarda il locale vero e proprio, secondo la perizia, è costituito da un ingresso della superficie di 2,23 mq e una zona adibita a bar di 40,93 mq pavimentati in piastrelle di ardesia e una sala ristorante di 96,72 mq pavimentata in legno a doghe posate in diagonale. Tutto il locale è controsoffittato con pannelli in cartongesso e nell’intercapedine trovano posto gli impianti elettrici e di condizionamento. I serramenti sono in legno, «di buona fattura e consistenza», provvisti tutti di vetrocamera coibentata e di sopraluce. La cucina, infine, si sviluppa su 16,87 mq e ha un pavimento in piastrelle beige posate pure nella zona bagni e disimpegno (di altri 10,56 mq).

Le nuove offerte andranno presentate entro le 12 di venerdì 2 luglio in corso Verdi 96, sede dello studio dell’avvocato Pietro Becci, delegato alla vendita dal Giudice dell’Esecuzione del Tribunale di Gorizia Alessandro Longobardi. —

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