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Gorizia, tutto sul caso Obizzi. Adesso la palla passa alla Procura

La sede di Irisacqua. Foto Bumbaca/Marega

Dalla presunta incompatibilità denunciata dall’Organismo di vigilanza al nodo consulenze portato in campo dall’assessore

GORIZIA Il clima sarà anche stato tranquillo e pacato durante l’assemblea dei soci, come tutti i sindaci si sono affrettati a dichiarare, all’unisono, una volta terminata la riunione. Ma i nodi sono restati tutti sul tappeto. Anche perché la palla, ora, non compete nemmeno più a Irisacqua ma sarà qualcun altro (ovvero la Procura della Repubblica) a indagare e a individuare eventuali reati, eventuali responsabilità, eventuali conflitti di interesse. Ma sul tavolo potrebbero finire (dopo le linee-guida del settembre scorso elencate dal coordinamento soci e, a quanto pare, non recepite dalla società) anche le spese di rappresentanza, le consulenze, gli incarichi giudiziali e extragiudiziali.


Ma vediamo qual è stata la scansione degli eventi. Era il 29 marzo scorso quando era emersa sulle pagine del Piccolo la presenza di un esposto. In sostanza, Irisacqua aveva inoltrato una segnalazione, a firma dell’amministratore unico Gianbattista Graziani, alla Procura, nonché all’Ordine degli avvocati isontino e al Consiglio distrettuale di disciplina di Trieste. Erano, e sono, i rilievi dell’Organismo di vigilanza della società nei confronti di Dario Obizzi, avvocato e assessore con delega alle Partecipate del Comune di Gorizia (socio di maggioranza relativa dell’azienda). In pratica, si faceva riferimento a potenziali “conflitti di interesse” e “incompatibilità” circa la professione forense dell’assessore, ritenendo opportune valutazioni al fine di escludere possibili violazioni rispetto a quanto disposto dal Codice Etico della società. È ora, dunque, affidata alla Procura la valutazione circa eventuali profili di reato nei confronti dell’assessore.

Obizzi non aveva porto l’altra guancia. Tutt’altro. Era passato al contrattacco. Parole come pietre, le sue. «Non vorrei che questa reazione sia stata causata dagli approfondimenti richiesti alla società, e su cui il Comune attende ancora riscontro. Temo, però, che le richieste del Coordinamento-soci di visionare le polizze assicurative personali dei dirigenti, che per l’azienda hanno un costo di quasi 15.000 euro annui, e quella del sindaco di Gorizia di avere notizie in merito ad un operatore economico che, a quanto segnalato, starebbe ricevendo incarichi dalla società pur avendo debiti con l’erario e, quindi, senza rispettare il Codice dei contratti pubblici possano aver toccato la suscettibilità di qualcuno». Non solo. Obizzi aveva definito «del tutto risibili» le contestazioni mosse nei suoi confronti: «Riguardano una relazione fatta dall’Odv oltre tre mesi fa, e alla quale c’è stata una precisa risposta, punto su punto», aveva detto.

Successivamente, l’assessore aveva comunicato la sua decisione di autosospendersi da qualsiasi ruolo comunale riguardante Irisacqua per tutto il tempo necessario all’autorità giudiziaria per verificare quanto da lui stesso segnalato nella denuncia presentata, a titolo personale, in seguito agli accadimenti che hanno visto protagonista l’azienda partecipata. Quindi, la risposta all’esposto è stata la controdenuncia.

E non è difficile immaginare che, all’interno, si parli anche delle linee-guida che avrebbero dovuto regolamentare le spese di rappresentanza (con la previsione di un Regolamento interno che preveda dei passaggi documentali e motivazionali che giustifichino la spesa sostenuta e permettano di identificare gli ospiti); l’assunzione del personale (con l’invito a informare, con adeguato anticipo, il Coordinamento/Comitato tecnico preliminarmente alla emanazione di ogni singolo bando selettivo nonché in merito ad eventuali riorganizzazioni interne che andranno illustrate e motivate); gli incarichi giudiziali e gli incarichi stragiudiziali e le consulenze esterne. —

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