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Nella riqualificazione del porticciolo Sauro anche un gioco che parlerà del mare

La motovedetta che andrà in pensione e il gioco che la sostituirà

La riqualificazione coinvolge anche lo spazio accanto alla Capitaneria: la motovedetta Cp 228 andrà in discarica. Il Comune di Monfalcone investirà 40 mila euro per una riproduzione fedele a misura di bambino

MONFALCONE Non c’è momento più difficile di quando ci si trova davanti a un bivio: salvare l’irrecuperabile o cambiare rotta, cancellare tutto? Comune e Capitaneria di porto, a quella biforcazione, sono giunti e insieme hanno deciso per la riconversione. La riconversione di un monumento ormai sfiancato dagli agenti atmosferici in una grande installazione per bambini. La prima del suo genere in Italia (tant’è che si è dovuto ottenere specifiche autorizzazioni a Roma), in grado di fornire attività ludica e al contempo didattica, consegnando informazioni preziose su come si va per mare in sicurezza. Il tutto infiocchettato dal trait d’union con il vicinissimo porticciolo Nazario Sauro, punto più a nord del Mediterraneo, nella riqualificazione del grande polmone verde di accesso alla Capitaneria, da attrezzare con ulteriore arredo e giochi per l’infanzia e ingentilire con nuove piantumazioni di fiori, per un quadro economico complessivo di 40 mila euro, attinti dalle casse municipali. Un’ampia area verde con affaccio sul Valentinis di proprietà del Demanio, che l’ha però affidato in consegna al Comune, titolata a intervenire. A spese proprie. Una seconda “rivoluzione” nella rivoluzione del porticciolo, destinato entro un anno ad assumere radicalmente altra fisionomia.



Tutto è partito, però, da una gatta da pelare: l’inarrestabile declino della motovedetta CP 228, che dopo esser stata collocata come monumento sul prato di via Cosulich (su placet dell’allora comandante, ammiraglio Goffredo Bon) ed esser rimasta indefessamente lì esposta agli schiaffi della pioggia e del vento per vent’anni, alla fine ha ceduto. «Danni strutturali gravissimi», la sentenza dell’ingegner Enrico Englaro, dirigente dell’Area tecnica dell’ente. A chiarirli il comandante della Capitaneria Giovanni Nicosia: «Pur essendo un mezzo di fattura tale da non vederne più di similari, e mi riferisco al fasciame ancora perfettamente integro e composto da quattro strati di mogano livellare incrociati, il ponte di coperta è risultato completamente marcio». Lo strato superficiale in vetroresina antisdrucciolo che, quando lo scafo era operativo, serviva a proteggere il materiale sottostante ha fatto da “tappo” al lento e progressivo deterioramento interno, coprendolo. Così, in assenza di specifiche manutenzioni, il monumento è ora da buttare. Riparare il ponte di coperta sarebbe costato 80 mila euro. E 15 mila il solo trasferimento.



Così al comandante, che aveva visto analogo progetto, inedito in Italia, a Tokyo si è detto: perché non farlo qui? Riprodurre fedelmente nelle forme la mitica Cp 228, che tante persone aveva salvato, per restituirla a nuova vita: un maxi gioco corredato però da utili informazioni sulle condotte da tenere in mare, con timoni e pure, in cima, un vero anemometro, per misurare velocità e pressione del vento. Manco a dirlo, il progetto è piaciuto subito ad Anna Cisint, patita del mare e della vela in particolare (appena ha un minuto corre alla Tavoloni per manutenere la sua Lara, un 31 piedi del 1983), che ha affiancato alla “chicca” della progettazione del gioco la riqualificazione del complessivo parco. Giardino che sarà lambito, nello spicchio compreso tra i due viali Verdi e San Marco, dal progetto della maxi rotatoria, di cui però la partenza dei lavori ancora non è stata resa nota.

Il gioco, in materiale al 100% riutilizzabile (legno e polietilene riciclabile), fruibile anche da bambini portatori di disabilità, costerà 19 mila euro. Lo smaltimento della motonave, come spiegato dal dirigente Englaro, prevede lo smantellamento sul posto dello scafo, che poi a pezzi (si tratta di rifiuto speciale) verrà portato in discarica per un importo di 8 mila euro. «La nuova CP 228 avrà tutte le strutture di bordo simulate – sottolinea il comandante Nicosia – in questo modo i bambini potranno, giocando, apprendere istruzioni e informazioni legate all’ambiente marittimo». Pure gli altri giochi nella nuova area tematica vestiranno alla marinara. «Non è stato indolore – sempre Nicosia – assumere la decisione: prima mi sono consultato con il personale, poiché molti in Capitaneria sono affezionati alla CP 228». A corredo un mosaico, a imperitura memoria del punto più a nord del Mediterraneo. —


 

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