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Ospedali in affanno a Trieste: niente ferie ai sanitari

Personale in servizio nel reparto di Terapia intensiva Covid dell’ospedale di Cattinara. Da lunedì diventeranno operativi otto posti letto in più

Prorogato almeno fino a maggio il blocco delle assenze di medici e infermieri. Terapia intensiva sotto stress. Sindacati critici

TRIESTE La curva della pandemia comincia a calare significativamente, ma come sempre la pressione sugli ospedali continua a imperversare ben oltre l’inizio dell’abbassamento dei nuovi contagi e il miraggio del ritorno in zona arancione. In corsia l’emergenza continua e l’Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina proroga ancora una volta il blocco delle ferie per il personale, che non potrà prendere pause almeno fino a fine aprile.



Il direttore generale dell’Asugi Antonio Poggiana ha comunicato ieri la decisione in una lettera alle sigle sindacali: «Comprendo la stanchezza e le difficoltà degli operatori sanitari che da molti, troppi, mesi si trovano in prima linea. Ma dobbiamo stringere i denti ancora per questo mese con l’auspicio che da maggio, grazie anche all’intensificarsi della campagna vaccinale, si possa tornare a livelli accettabili e consentire a tutto il personale di fruire del periodo di riposo spettante».



Lo sblocco era stato inizialmente previsto subito dopo Pasqua ma le condizioni non consentono di abbassare la guardia. Anzi. Lo stress sul Sistema sanitario regionale è arrivato ai massimi livelli nei giorni scorsi, ma ad oggi risultano ricoverati in terapia intensiva 79 persone e altri 584 pazienti sono sistemati nei reparti Covid fra Trieste, Gorizia, Udine e Pordenone. Per quanto riguarda l’Asugi, si contano 25 posti pieni sui 30 della Terapia intensiva installata al dodicesimo piano dell’ospedale di Cattinara (erano 29 solo qualche giorno fa) e l’occupazione totale dei 26 letti della semi intensiva collocata al tredicesimo piano. A Gorizia opera da alcune settimane un reparto a geometria variabile con 14 posti intensivi e semi intensivi, pure loro tutti esauriti.



«Purtroppo la situazione è questa e dobbiamo tener duro finché non molla» dice Poggiana al telefono, rassicurando però sulla presenza di sufficienti posti per altre patologie: «Nella Terapia intensiva no Covid di Cattinara si lavora a ritmi sostenuti, perché continuiamo a operare su emergenze, tumori e patologie tempo correlate, ma la programmazione fa sì che ci siano posti disponibili».

Il problema non sono i posti e le attrezzature per la ventilazione forzata, ma il personale per farle funzionare, tanto che da mesi i sanitari isontini fanno turni a Trieste per le necessità della rianimazione di Cattinara. Per medici, infermieri e oss arriva ora la nuova proroga del blocco delle ferie stabilito a inizio dicembre. Da quel momento a oggi, per i dipendenti dell’Asugi non c’è possibilità di tirare il fiato.

La lettera di Poggiana sottolinea che «la situazione dei ricoveri rimane critica». E per quanto riguarda il Covid, «nelle terapia intensive e semi intensive il tasso di occupazione dei posti letto rimane costantemente vicino al 100%. La curva epidemiologica scende molto lentamente e i servizi ad alta intensità assistenziale sono quelli che più tardi nel tempo beneficeranno di un rallentamento della circolazione del virus». Difficile mandare in ferie il personale ultra specializzato delle terapie intensive, «che il mercato del lavoro offre in maniera insufficiente» e che dunque non può essere rafforzato con nuove assunzioni.

La missiva è una risposta alle proteste dei sindacati e il dg non nasconde «il momento estremamente delicato che stiamo attraversando: forte pressione negli ospedali a fronte di una presenza di medici e infermieri carente per affrontare una situazione straordinaria. Il personale in questi 13 mesi ha risposto in modo unitario non facendo mai mancare l’assistenza ai pazienti. Questo va riconosciuto e premiato».

Ma i sindacati non si accontentano di un plauso e criticano la decisione dei vertici dell’Azienda. Secondo Fials, Cgil, Cisl, Fsi e Nursind la nuova circolare «va contro ogni norma di sicurezza: non è pensabile che dal primo dicembre 2020, per garantire l’assistenza ai pazienti, l’unica soluzione sia quella di sospendere le ferie agli operatori. È da più di 4 mesi che proroga dopo proroga le ferie vengono sospese. È necessario che in tempi rapidi vengano adottati dei provvedimenti diversi da quelli di impedire agli operatori di staccare per riprendersi dallo stress lavorativo accumulato». —


 

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