Isontino, sbancato il colle di Pubrida per fare posto a nuove vigne

Il colle di Pubrida sbancato dove troveranno posto i nuovi vitigni dell’azienda Attems

L’intervento dell’azienda Attems viene definito da Legambiente uno «scempio». La proprietà: «Non fermarsi all’impatto attuale, valorizzeremo anche il bosco»

Il colle di Pubrida, alle spalle di Lucinico, sta cambiando radicalmente volto, oggetto di un corposo intervento di ripristino di un vecchio vigneto abbandonato da tempo. Lavori nei quali è impegnata l’azienda vitivinicola Attems, proprietaria dei terreni, e che stanno suscitando le preoccupazione degli ambientalisti. In particolare quelle del circolo goriziano di Legambiente, che parla di «scempio» e contesta il metodo utilizzato dall’azienda per dissodare i terreni dove troverà posto il futuro vigneto, «che in barba ai più recenti orientamenti in materia ambientale vede un intervento che ha fatto tabula rasa in poche settimane di circa 13 ettari di vegetazione arbustiva e arborea, senza salvare nemmeno un albero». Il tutto, secondo Legambiente, a scapito non solo del paesaggio, ma anche dell’ecosistema, visto che le siepi lungo le scarpate, che sono state a loro volta eliminate, «sarebbero state un valido ricovero per insetti impollinatori o uccelli come cinciallegre, codibugnoli e fringuelli, e avrebbero potuto supportare la biodiversità».

Critiche alle quali risponde con una ferma rassicurazione l’azienda, per bocca del direttore tecnico delle tenuta Attems (dal 2000 proprietà del gruppo Frescobaldi) Gianni Napolitano, che parla tanto del metodo utilizzato quanto sui suoi esiti finali, che non minacceranno l’ambiente, ma al contrario lo valorizzeranno. «L’impatto estetico dei lavori di dissodamento in questo momento è ovviamente piuttosto forte, ma l’intervento è appena iniziato, e bisogna guardare piuttosto alla valorizzazione del territorio a cui esso porterà – dice Napolitano –. Tutto è stato fatto di concerto con le autorità, e con grande attenzione ad aspetti come la regimentazione delle acque e al recupero dei sentieri. Questo non perché siamo dei santi, ma perché siamo i primi a volerci prendere cura dell’ambiente che è il cuore del nostro lavoro, e vorrei ricordare che se non ci fossero le aziende agricole a occuparsi della manutenzione del territorio, non lo farebbe nessuno».


Ma non solo. Napolitano sottolinea come il ripristino intenda preservare anche dal punto di vista ambientale il colle di Pubrida, una piccola altura isolata dove un vecchio vigneto era stato espiantato nel 2009 e l’ultima pulizia risale al 2013. «Nella parte centrale del colle esiste un piccolo bosco che, seppur non datato visto che dopo la Grande Guerra qui non esisteva più nulla, ospita essenze autoctone come querce, castagni e frassini – spiega –. Piante molto belle, che manterremo e che abbiamo già iniziato a liberare dall’edera infestante, oltre a recuperare un primo sentiero. Inoltre anche una parte delle terrazze sui versanti del colle, quelle più strette, non saranno occupate dal vigneto, ma coltivate con altre essenze, sia perché non redditizie sia per valorizzare la biodiversità e l’estetica dell’ambiente. Di fatto la percentuale di superficie vitata sarà più bassa ora rispetto a quella originale». Una precisazione che rassicura sui timori espressi per il futuro dell’area boscata, anche se le preoccupazioni di Legambiente restano pure anche per le potenziali ripercussioni sanitarie per i cittadini che risiedono a Lucinico, visto che «sono accertati gli effetti negativi per la salute da parte di molti pesticidi utilizzati oggi», dicono gli ambientalisti ricordando la candidatura del Collio a patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco. —


 

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