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L’ostacolo lezioni online per i 10 mila studenti senza pc nè tablet a casa. Focolai in classe, nessun nuovo obbligo di quarantene “speciali”

Bambini davanti a scuola

Il 7% degli alunni di elementari e medie non ha strumenti informatici. Intanto la notizia della lettera inviata dalla Regione alle Aziende sanitarie ha allarmato i genitori, ma dall’assessorato alla Salute si precisa che si tratta di un richiamo a una circolare ministeriale già esistente e che dunque non esistono nuovi obblighi, ma solo rinnovate raccomandazioni anti-contagio

TRIESTE Sono diecimila gli studenti del Friuli Venezia Giulia che dall’inizio dell’anno scolastico hanno avuto problemi a seguire le lezioni a distanza, a causa della mancanza di un pc, un tablet o un cellulare.

Il dato più recente è quello di scuole elementari e medie, monitorate dalla Regione dopo il blocco della didattica in presenza di inizio marzo: in questo caso, sui 74.524 studenti dei 107 istituti comprensivi pubblici, sono risultati 5.504 allievi privi di un device adeguato (7,4% del totale). Più vecchia è la rilevazione per le superiori, condotta a inizio novembre, quando sono risultati senza attrezzatura elettronica 4.593 ragazzi su 50.997 (9%), all’interno dei 65 istituti statali e paritari del Fvg.



I numeri raccontano di condizioni sociali difficili nell’ambito familiare e del rischio di discontinuità di apprendimento per chi proviene dai segmenti più fragili della società regionale, nonostante lo Stato abbia investito oltre 400 milioni sull’acquisto di apparecchiatura informatica a livello nazionale e la Regione ne abbia spesi altri 1,8 sulla base dei fabbisogni espressi dai singoli istituti, oltre ad aver messo a disposizione 300 pc tramite Insiel.



L’assessore all’Istruzione Alessia Rosolen sottolinea che «abbiamo sempre avuto grande attenzione su questo fronte e non ci risultano numeri in crescita dell’abbandono scolastico. Quando la scuola è stata bloccata in presenza dalle ordinanze regionali, per gli studenti senza connettività c’è sempre stata la possibilità di seguire le lezioni in presenza». Così non è avvenuto solo dopo l’avvento della zona rossa, «ma si è trattato di una settimana e mezza: ora le scuole per i più piccoli sono ricominciate».



I numeri emergono a margine dell’audizione della direttrice dell’Ufficio scolastico regionale Daniele Beltrame in Consiglio regionale, durante la quale la funzionaria ha ripercorso l’andamento dei contagi nel mondo della scuola. Pur sottolineando che il 30-40% degli istituti non ha partecipato al monitoraggio del ministero sulla situazione epidemiologica, la funzionaria ha evidenziato il picco di contagi e quarantene verificatosi tra 8 e 20 marzo, rimarcando inoltre che il 22,4% dei presidi delle superiori ritiene che la dad abbia comportato un migliore apprendimento per gli studenti e il 48,3% non rilevi differenze sugli esiti della valutazione rispetto ai metodi tradizionali: elemento quest’ultimo messo in discussione da diversi consiglieri. Secondo Beltrame, pur con i limiti dovuti alla mancanza di interazione sociale, la didattica a distanza ha anzi consentito «un’importante innovazione e l’aumento delle competenze digitali di docenti e studenti, ferma restando l’importante indicazione della Regione di far partecipare in presenza gli studenti con problemi di apprendimento».

Da parte sua, Rosolen ha rivendicato che «fino alla terza media i ragazzi sono sempre stati in presenza fino a inizio marzo e tutte le decisioni sulle chiusure sono state prese davanti ai dati in peggioramento dei contagi. Ora attendiamo il possibile passaggio in zona arancione e la conseguente apertura delle superiori».

Sul fronte scuole e Covid è stata poi ribadita ieri la necessità di non abbassare la guardia e rafforzare le misure anti-contagio. Tanto più in presenza di varianti contagiose come quella inglese, predominante anche in Friuli Venezia Giulia. La Regione, con una lettera della direzione centrale Salute, richiama per questo le raccomandazioni già trasmesse il 17 dicembre 2020 e i contenuti di una circolare ministeriale del 31 gennaio 2021, ricordando ai dipartimenti di Prevenzione la facoltà di prevedere la quarantena per due settimane non solo per i conviventi di un alunno positivo, ma pure per un genitore di ciascun compagno di classe.

Facoltà da poter applicare dai nidi alle primarie, mentre alle medie la quarantena può essere disposta solo per il figlio, contatto di un positivo, che non riesca a vivere in famiglia isolato in maniera adeguata.

La notizia della lettera inviata dalla Regione alle Aziende sanitarie ha allarmato i genitori, ma dall’assessorato alla Salute si precisa che si tratta di un richiamo a una circolare ministeriale già esistente e che dunque non esistono nuovi obblighi, ma solo rinnovate raccomandazioni anti-contagio. —
 

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