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Riparte il servizio Sis per 1200 famiglie triestine

Un asilo nido

L'assessore Brandi: «Grazie a Regione e Prefettura per il supporto». Resteranno fermi i ricreatori, che non sono connessi all’attività curricolare

TRIESTE Giovedì 8 aprile riprende il servizio integrativo scolastico del Comune di Trieste: una bella notizia per le circa 1.200 famiglie iscritte al Sis, che con il ritorno delle scuole (fino alla prima media) potranno ora contare sul supporto degli educatori anche dopo il trillo dell’ultima campanella. La notizia arriva dopo un confronto serrato, l’ennesimo riguardante il personale dei ricreatori, che il Comune ha avuto con la Regione e con Roma per il via libera alla ripartenza del servizio.



L’assessore all’Istruzione Angela Brandi tira un sospiro di sollievo: «È una bella notizia di cui voglio ringraziare la Prefettura e la Regione – spiega –. La legge prevede la ripartenza delle scuole in deroga alla zona rossa, ma inizialmente non avevamo l’ok anche per il Sis, per cui ci siamo rivolti ai due enti». Le risposte dei due dirimpettai di piazza Unità lasciavano intendere un nulla osta, almeno negli intenti, ma rimandavano la decisione definitiva al governo. «A quel punto – aggiunge ancora Brandi – il prefetto Valerio Valenti ha scritto al gabinetto del ministro dell’Interno spiegando la questione, nelle sue specificità triestine, ed esprimendo il suo parere positivo, salva diversa valutazione del ministero». Il risultato si è tradotto in pratica con l’inserimento del tema tra le Faq (le domande più frequenti) sul sito del ministero: «Roma conferma che i servizi annessi alle attività scolastiche, com’è il caso del nostro Sis, possono ripartire. È una grande soddisfazione».

Resteranno fermi i ricreatori, che non sono connessi all’attività curricolare: «Va detto però che le attività di Sis vengono fatte dai nostri educatori all’interno dei ricreatori, e noi lasciamo loro la possibilità di proseguire anche oltre l’orario scolastico».

Coglie l’occasione per intervenire anche il segretario provinciale della Cisl Fp Walter Giani. Nei mesi scorsi il personale dei ricreatori era stato – in un primo momento – escluso anche dall’accesso ai vaccini, e nella vicenda Sis il sindacalista vede un ripetersi della stessa dinamica: «Non comprendiamo i mancati automatismi che dovrebbero recepire l’equiparazione dei ricreatori agli altri servizi educativi del Comune. Come già avvenuto per la questione vaccini, anche in questo caso vediamo un trattamento diverso, pur essendo lo stesso il contratto di lavoro ed essendo i ricreatori di fatto equiparati alle scuole d’infanzia. Non vorremmo dipendesse da una discutibile organizzazione del servizio». —


 

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