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Stop alla musica straniera. Budapest vara il piano a difesa del pop magiaro

Uno spettacolo al The Budapest Operetta Theater

Stanziati 60 milioni per promuovere il repertorio tradizionale. E Varsavia pensa a un tetto per i brani non polacchi in radio

BELGRADO Dal sovranismo intrecciato al populismo sul fronte politico al “pop-ulismo” musicale e culturale il passo è breve. Si potrebbe sintetizzare così la nuova battaglia che Ungheria e Polonia, i Paesi più a destra nell’Europa centro-orientale, si apprestano a combattere per difendere e promuovere la musica tradizionale e di produzione magiara e polacca, inevitabilmente a discapito di quella straniera.

Lo suggeriscono diverse mosse delle autorità di Varsavia e Budapest, con quest’ultima impegnata a elaborare un piano per la promozione della musica rock e pop, sempre che sia rigorosamente prodotta in Ungheria da artisti magiari.

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