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Ripartenza delle crociere: Costa torna dal 16 maggio e Msc guarda a giugno

Per ora nessun effetto seguito alla chiusura della Giudecca a Venezia

TRIESTE. Un decreto legge, approvato mercoledì 31 marzo, chiude il canale della Giudecca alle grandi unità da crociera e prepara un futuro fuori dalla Laguna per il traffico cruise. Intanto, in attesa che venga progettato e finanziato uno scalo lontano dai siti più sensibili di Venezia, le navi si serviranno di Marghera, dove si stanno valutando due possibili ormeggi.

E Trieste cosa ci guadagna dal can can lagunare? Gli armatori, perplessi sia per l’avvenire offshore che per l’ancora nebuloso domani “margherese”, opteranno per le maggiori sicurezze offerte dalla Marittima e da altri eventuali attracchi in Punto franco nuovo? Al momento, da quanto percepito in un rapido giro di tavolo, si campa alla giornata e si rimanda al comunicato stilato da Clia, associazione di categoria: troppa incertezza legata al Covid e alla ripresa dell’attività per fare programmi a breve, figurarsi a medio-lungo.


Trieste terminal passeggeri (Ttp) non ha grandi novità al riguardo, se non annunciare la nuova data di “Costa Luminosa”, che dovrebbe toccare la Marittima domenica 16 maggio, dopo che in precedenza si era parlato del 2 dello stesso mese. L’appuntamento del 16, qualora confermato, segnerebbe comunque l’avvio della stagione crocieristica triestina: a un mese abbondante dall’evento, la rotta adriatica di “Luminosa” prevede Bari, Corfù, Atene, Cattaro, Ragusa. La compagnia italiana del gruppo Carnival assaggerà il mercato partendo il 1° maggio dal Tirreno con “Smeralda”: scali a Savona, La Spezia, Civitavecchia, Napoli, Messina e Cagliari. Dal 12 giugno amplierà i viaggi nel Mediterraneo occidentale, dove approderà a Marsiglia, Barcellona, Palma di Maiorca.

Non scopre invece le carte la concorrente (e socia nella compagine gerente di Ttp) Msc. Sta predisponendo gli itinerari per la stagione 2021, che «auspicabilmente vedrà una ripartenza da giugno anche in Adriatico». «Si conferma – prosegue un’asciutta nota della compagnia ginevrino-partenopea – anche l’interesse sul porto di Trieste che potrà essere inserito compatibilmente con l’andamento della pandemia». Molto, molto caute queste quattro righe, quando si pensa che il gruppo di Gianluigi Aponte aveva programmato l’esordio triestino per sabato 27 marzo con “Opera”. Prudente l’approccio con l’Adriatico, ancor più prudente quello con Trieste: certezze non emergono.

Torniamo a Venezia. Come s’è visto, il governo vuole che in prospettiva le navi scalino l’esterno della Laguna e ha messo a disposizione un primo finanziamento di 2,2 milioni a supporto di un concorso progettuale. Nel contempo, per non ammazzare il comparto cruise della Serenissima, l’esecutivo Draghi consente l’utilizzo di Marghera, dove si dovrebbe giungere entrando da Malamocco, percorrendo il Canale dei petroli e il Canale nord.

Ma dove organizzare un terminal provvisorio? Sono i cosiddetti “accosti temporanei”: sarebbero in ballottaggio Tiv (intermodale) e Vecon (container). Le compagnie attendono informazioni più precise, perché la logistica di un approdo “passeggeri” implica risposte ad ampio raggio: parcheggi, collegamenti viari, bagagli dei viaggiatori. Poi bisogna capire chi paga: l’Autorità portuale veneziana? Il governo? Giovedì 15 aprile scade il termine per presentare i progetti. Il costo della provvisorietà è stimato attorno ai 40 milioni di euro. 


 

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