«Noi maturandi in casa senza poter condividere le emozioni d’un periodo che non tornerà più»

Fra i ragazzi dell’ultimo anno di licei e istituti tecnici pesa soprattutto la tristezza di non stare insieme fra ansie e speranze per il futuro

TRIESTE. «Abbiamo perso un anno e per noi maturandi viene meno un’esperienza di vita che non tornerà più». Tra gli studenti dell’ultimo anno delle superiori c’è l’amarezza per un esame che (anche quest’anno come quello passato) sarà diverso dal consueto, ma soprattutto c’è la tristezza per non condividere la conclusione del percorso scolastico insieme ai compagni, e anche la delusione per la prospettiva - probabile - di dover rinunciare ai festeggiamenti che per tradizione accompagnano la fine degli studi.

«Tranne qualche piccola parentesi a settembre e ottobre, siamo a casa dal febbraio del 2020 - racconta Gabriel Catalini, del liceo Carducci - la consapevolezza è che ormai poco si possa recuperare. L’esame di maturità “classico”, com’è quello che speravamo di affrontare, non ci sarà: avremo un test storpiato. Dobbiamo attenerci a ciò che è stato deciso, ma a molti dispiace davvero tanto. E poi ci sono i rapporti umani, che nella fase conclusiva della scuola sono importanti. Lo scorso anno - aggiunge Gabriel - sono andato ad assistere agli esami di maturità, ma pensavamo che nel 2021 noi non avremmo avuto le stesse limitazioni. Invece è proprio così. E poi dovremo fare a meno di tutti i divertimenti legati alla fine del liceo. Speriamo almeno - conclude lo studente - di riuscire a organizzare una cena tutti insieme».

Per Lorenzo Moscati, del liceo Oberdan, il nuovo esame non sarà un problema: a mancare sarà invece la parte goliardica. «Di solito ogni anno gli studenti trascorrono la notte prima dell’ultimo giorno di scuola fuori casa, tutti insieme a divertirsi, poi si torna in classe ma senza lezioni, si chiacchiera con gli insegnanti, si gioca in giardino. È un momento di spensieratezza, una tradizione qui all’Oberdan così come probabilmente in altre scuole. E questo aspetto non ci sarà. Quanto alla formula della maturità 2021 - commenta Lorenzo - sono soddisfatto: credo ci sia la possibilità di elaborare i concetti da esporre e mi pare una buona soluzione, anche se diversa dal passato».

«Mi è mancato semplicemente il fatto di stare insieme, con i compagni - dice Federico Pica, del liceo Galilei - dentro la classe ma anche fuori, soprattutto in questo periodo di zona rossa. Per me la scuola in presenza è finita già nei primi mesi del 2020. Il quinto - dice - doveva essere l’anno più spensierato, anche se decisivo, e non l'abbiamo vissuto come avremmo voluto. Ormai ho smesso - e credo anche i miei compagni - di pensarci troppo: guardiamo al futuro, anche se ci mancheranno momenti che tutti ci aspettavamo, come la notte prima degli esami, in cui si sta insieme, si condividono emozioni e pensieri, e si spera che alla fine vada tutto per il meglio».

Dopo oltre vent’anni il Covid-19 potrebbe frenare di nuovo le Petrarchiadi, l’evento che a fine anno vedeva sfidarsi le quinte del liceo Petrarca a colpi di musica, coreografie e costumi realizzati dai ragazzi, con il coinvolgimento degli insegnanti. «Lo scorso anno abbiamo tentato di organizzarle online, senza successo - spiega Massimo Stera, promotore dell’iniziativa - stavolta sarà molto difficile, la vedo dura. Peccato, era un momento di aggregazione storico e attesissimo dagli studenti. Serviva a far passare un po’ la paura dell’esame alle porte, ma anche ad avvicinare ancora di più i giovani. Era un bel modo per concludere un ciclo importante della loro vita. Lasciamo aperto uno spiraglio, vedremo cosa succederà nei prossimi giorni, ma - ribadisce Massimo - temo sarà impossibile riproporle come in passato». 


 

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