Caso Irisacqua, il sindaco di Gorizia prende il posto di Obizzi

La sede di Irisacqua. Foto Bumbaca/Marega

Il capogruppo dem Rossi: «L’assessore deve dimettersi». Lui non molla: «Resto al mio posto»

GORIZIA Di Irisacqua si occuperà, d’ora in avanti, il sindaco Rodolfo Ziberna. In prima persona. Almeno sino a quando andrà avanti l’autosospensione dell’assessore comunale Dario Obizzi. La delega (che, poi, è una minima parte di quella riguardante le società partecipate che rimane a Obizzi) non sarà attribuita a nessun altro assessore, com’è logico che sia, per non dare vita a un effetto-spezzatino.

E l’esordio del primo cittadino sarà, subito, di quelli importanti. Perché lunedì è in programma l’assemblea dei soci (richiesta caldamente dai sindaci di centrosinistra) in cui si affronterà, come unico punto all’ordine del giorno, l’esposto alla Procura della Repubblica sul presunto “conflitto d’interessi” dell’avvocato Obizzi, ravvisato dall’Organo di vigilanza.



«Parteciperò io alla riunione – conferma Ziberna –. Non so ancora quello che dirò perché, ovviamente, ascolterò quello che si dirà in quella sede. Ricordo solamente che Obizzi si è autosospeso, dimostrando massima correttezza, per un motivo molto semplice: ha presentato, a sua volta, denuncia e vuole essere più libero in quella che è la partita giudiziaria. Questo è. Altro da aggiungere non c’è».



Ma, intanto, il Partito democratico fa il suo lavoro di opposizione e passa all’attacco. Dopo le affermazioni di ieri del segretario provinciale Diego Moretti, oggi a intervenire duramente è il capogruppo dem in Consiglio, Marco Rossi. «Siamo al ridicolo – esordisce seccamente –. Si vuol far passare per un gesto nobile quello che, in definitiva, appare piuttosto come un atavico attaccamento alla poltrona. Perché a un così macroscopico conflitto tra un Comune e la società partecipata dallo stesso Comune, la questione sul tappeto è semplice: se il conflitto d’interesse c’è, l’assessore dovrebbe dimettersi. E se non lo fa, come evidente, il sindaco dovrebbe revocargli la delega assessorile per la gravità del comportamento. Se il conflitto d’interesse non c’è, allora dovrebbe la stessa amministrazione comunale esigere le dimissioni dei vertici societari. Questa autosospensione motivata da una controdenuncia è francamente indecorosa. Che si giochi di segnalazioni e contro-denunce, come apprendiamo dalla stampa, è francamente qualcosa che va ben non solo oltre il decoroso ma pure oltre il comune senso del ridicolo. «Piuttosto Ziberna e Obizzi spieghino perché una delibera sui controlli alle società partecipate – un tema più e più volte sollecitato dal centrosinistra in questi anni – è ferma al palo e non viene portata in aula da gennaio. Alla delibera come gruppo consiliare del Pd abbiamo presentato un pacchetto di emendamenti per rafforzare la trasparenza della società partecipate dal comune. Perché non si vuole portarla in discussione? Paura che la giunta non abbia i numeri per stoppare le iniziative dell’opposizione? »

Pronta la replica del diretto interessato, Dario Obizzi. «E se il conflitto non c’è? Cosa succede? Decide Rossi? Saranno gli organi competenti a fare chiarezza sulla vicenda. Dal canto mio, resto al mio posto e sono sempre disponibile a chiarire in tutte le sedi la situazione, con trasparenza e senza alcun tipo di problema». Anche il sindaco Ziberna risponde picche all’opposizione. «Mandare via Obizzi? Perché? È un mio assessore e gode della mia fiducia. Non saranno certamente altri a decidere quello che devo o non devo fare. È una richiesta offensiva. Respingo al mittente quanto mi viene rivolto e non aggiungo altro». —

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