Monfalcone, piscine più sauna alle Terme per catturare 600 mila utenti

La grotta delle Terme romane di Monfalcone (foto Katia Bonaventura)

Opera da 5 milioni dei 9 complessivi finanziati dalla Regione con il piano integrato. All’impianto natatorio coperto con vetri apribili si affiancheranno vasche esterne

MONFALCONE. Wellness con l’acqua benefica delle Terme romane.

È il “valore aggiunto” che contraddistinguerà il progetto di completamento stimato in 5 milioni di euro.

Stiamo parlando del complesso di piscine che saranno realizzate all’interno del comprensorio termale di via Timavo. Sarà caratterizzato da un’ampia area coperta che ospiterà un impianto natatorio racchiuso tra vetrate apribili durante il periodo estivo ed il reparto saune, prevedendo in abbinamento un percorso benessere.

Nello stesso contesto si inseriscono le piscine scoperte e un altrettanto ampio spazio esterno attrezzato da lettini e ombrelloni. Si affianca quindi la realizzazione di un percorso ciclopedonale, di collegamento ai centri nautici. Stando all’analisi del target, è stato prospettato un bacino di 600 mila utenti l’anno.

Sta in questi termini l’operazione che unirà all’attuale offerta sanitaria il centro benessere. Il progetto rientra nell’ambito del Piano integrato di valorizzazione della città da 9 milioni complessivi, approvato dalla Regione lo scorso 7 gennaio. Il percorso è stato avviato il 5 marzo dal gruppo di lavoro istituito al fine di velocizzare le procedure e seguire l’intero iter.

Vi fanno parte, assieme al sindaco Anna Maria Cisint, che detiene anche la delega ai Lavori pubblici, Lucio Gregoretti e l’ingegner Enrico Englaro che hanno elaborato il Piano integrato accolto e finanziato dalla Regione, nonchè la dirigente Paola Tessaris, responsabile del settore amministrativo. Il gruppo è aperto ad ulteriori collaborazioni, in base alle esigenze legate alla gestione del percorso. L’ultimo incontro risale a sabato, al quale ha partecipato anche Terme romane Fvg.

Martedì 6 aprile la giunta approverà le Linee Guida che costituiranno i “pilastri” sui quali si reggerà l’intero processo in ordine al nuovo complesso delle piscine termali. Il target, dunque, individuato per il comparto wellness attraverso uno studio specifico, ha quantificato un bacino di 600 mila utenti.

«L’offerta wellness – ha affermato il sindaco Cisint – per la sua specifica tipologia non interferirà con le altre offerte esistenti, come le piscine di carattere sportivo, ma anche le piscine previste a Grado, o quelle di Trieste. La peculiarità peraltro del nostro progetto è quella di sfruttare e quindi valorizzare l’elemento che contraddistingue l’impianto di via Timavo, ossia l’acqua termale con le sue proprietà curative e di salute».

Il complesso sarà un “unicum” strutturato sulla superficie individuata con accesso diretto retrostante il sito termale. Piscina coperta, dunque, con vista esterna attraverso vetrate, conferendo la maggiore luminosità possibile, che durante i periodi caldi potranno essere aperte. Sarà incluso un percorso benessere. La struttura sarà pertanto dotata di spogliatoi, servizi igienici e del reparto saune, proprio di un servizio dedicato al wellness. La porzione delle piscine esterne si integrerà in continuità con la struttura coperta permettendo il passaggio immediato tra una zona e l’altra.

Infine, l’ampia area esterna attrezzata da lettini e ombrelloni. Altro elemento caratterizzante è l’utilizzo dell’energia “green”, avvalendosi delle migliori tecnologie disponibili, nonchè di materiali sostenibili e del territorio. Il complesso verrà inoltre mascherato, circondato da zone verdi e alberature.

Sono state anche individuate le criticità da affrontare. In primis la verifica in ordine alla presenza di eventuali resti archeologici nel sottosuolo, affidata all’ingegner Englaro, che si occuperà anche delle Conferenze dei servizi necessarie per ottenere le autorizzazioni.

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