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Dirigente regionale muore a 51 anni incinta di 7 mesi: fatale un'embolia polmonare, il figlio non ce l'ha fatta

Alessia Clocchiatti la mattina di domenica 21 marzo, quando era arrivata ormai a sette mesi e mezzo di gravidanza, aveva accusato un malore mentre si trovava nella sua casa a Trieste

TRIESTE. Vivranno insieme, in cielo, quello che un tragico destino ha negato loro sulla terra. Alessia Clocchiatti e il figlio Filippo Cesare sono stati lontani una dall’altro solo per pochi giorni, divisi dai medici che, con la madre in fin di vita, avevano tentato di far vivere ugualmente il bambino. Ma lui non l’ha abbandonata, l’ha raggiunta.

Alessia Clocchiatti, 51enne originaria di Sevegliano di Bagnaria Arsa, la mattina di domenica 21 marzo, quando era arrivata ormai a sette mesi e mezzo di gravidanza, aveva accusato un malore mentre si trovava nella sua abitazione, a Trieste. Capendo che si trattava di qualcosa di serio era riuscita a prendere il telefono e chiamare i soccorsi, giunti tempestivamente.

«Hanno fatto di tutto per salvarla - racconta la sorella Alessandra -, al Burlo Garofolo hanno fatto anche più di quanto si potesse fare, ma nel pomeriggio si sono dovuti arrendere.  Alessia è deceduta per embolia polmonare».

Il personale medico aveva tentato in ogni modo di salvare il figlio che la donna portava in grembo: lo avevano fatto venire alla luce il piccolo Filippo Cesare, il desideratissimo figlio di Alessia. Ma dopo due giorni, il 23 marzo, anche il bimbo era deceduto.

«Alessia stava bene – ricorda la sorella –, era seguitissima: veniva sottoposta costantemente a tanti controlli e tutto stava andando per il verso giusto. L’avevo sentita il venerdì, stava benissimo, era felicissima e piena di gioia. Poi tutto è precipitato. Ora ci rimane solo un grande dolore. Lei stava vivendo il momento più felice della sua vita: aveva un ottimo lavoro, aspettava quel figlio tanto desiderato, era serena e tranquilla, sempre sorridente. Ora quel sorriso si è spento per sempre, ma noi dobbiamo lo stesso sorridere perché lei avrebbe voluto così: Alessia ci ha insegnato che le difficoltà della vita vanno affrontate di petto».

Alessia Clocchiatti, che lascia la mamma Noela, il papà Luciano e la sorella Alessandra, si era laureata in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Trieste e subito aveva iniziato a fare praticantato negli studi legali. Aveva conseguito diversi master, tra cui quello in pubblica amministrazione alla Cà Foscari di Venezia e in formazione manageriale alla Bocconi di Milano.

Aveva lavorato come dirigente alla direzione centrale Salute, integrazione sociosanitaria, politiche sociali e famiglia della Regione Friuli Venezia Giulia, dove ricopriva attualmente l’incarico di direttore del servizio affari istituzionali.

Brillante, intelligente, era un’amante del bello: arte, pittura, musica, lettura e viaggi, ricorda commossa la sorella. «Ricercava il bello ovunque, anche in un paio di scarpe o in un vestito. Amava confrontarsi con gli amici, discutere degli stili di un quadro, di musica o dei tantissimi libri che leggeva».

Il sindaco di Bagnaria Arsa, Cristiano Tiussi, si unisce al dolore della famiglia: «La comunità intera è attonita per la tragica scomparsa di Alessia e del piccolo Filippo Cesare. Sebbene la brillante carriera professionale l’avesse portata da tempo altrove, Alessia aveva mantenuto salde amicizie nel nostro Comune. A nome dei nostri concittadini esprimiamo la nostra vicinanza alla famiglia in questo momento di grande dolore». I funerali di Alessia e del piccolo Filippo Cesare si svolgeranno domani, alle 15, nella chiesa parrocchiale di Sevegliano.

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