Bulgaria, all'autocrate Boyko Borissov la vittoria alle elezioni politiche

Il leader del partico conservatore è stato accusato apertamente di favorire gli interessi degli oligarchi e della mafia

SOFIA. L’autocrate Boyko Borissov, il premier che sorride all’Unione europea ma poi in casa gestisce il potere in modo assoluto circondato dalle sue oligarchie economiche e giudiziarie, come da pronostico vince, con il suo partito conservatore Gerb, le elezioni politiche in Bulgaria aggiudicandosi il 25% dei consensi, ma con un margine che non gli permette il controllo del Parlamento.

Inoltre l’esito elettorale ha determinato una grande frammentazione di partiti che otterranno deputati. Spicca su tutti il successo dello showman televisivo Slavi Trifonov a capo del suo partito populista “C'è un popolo come questo” che si pone come seconda forza politica con il 17,1% dei consensi.

Effetto, quest'ultimo, legato indubbiamente alle proteste di piazza protrattesi per diversi mesi nel 2020 e nelle quali Borissov, unitamente al procuratore generale Ivan Ghescev, è stato accusato apertamente di favorire gli interessi degli oligarchi e della mafia e non quelli dei cittadini, con il suo modo di governare, con le nomine, con le tangenti e con le sue complicità.


Il voto punitivo contro il governo si è sparpagliato anche in diversi altri partitini che non hanno tuttavia superato la soglia del 4% per entrare in Parlamento. E una autentica batosta ha subito invece il partito socialista Bsp, raccogliendo appena il 16,7% dei voti, risultato che rappresenta un minimo storico per i socialisti.

A uscire rafforzato dal voto è in definitiva il presidente della Bulgaria, Rumen Radev, grande avversario della linea politica del premier Borissov, e che si era schierato a fianco dei manifestanti antigovernativi nei mesi scorsi. Sarà molto difficile formare un nuovo governo di coalizione a Sofia senza una grande disponibilità al compromesso da parte delle forze politiche.

Una larga coalizione sul modello tedesco e del governo di Angela Merkel è da escludere. E nella questione ovviamente non è mancato di entrare proprio Borissov, il quale su un post su Facebook ha “spiegato” ai suoi avversari, ossia i partiti della protesta, che da soli non riusciranno a mettere insieme una maggioranza in grado di governare il Paese. Allo stesso tempo, li ha accusati di non avere né le conoscenze né il personale per combattere efficacemente la pandemia da Covid-19 e che hanno ancora molto da imparare, mentre il partito Gerb ha un «enorme potenziale».

«Propongo la pace - ha scritto Borissov - usiamo gli esperti perché si assumano la responsabilità della lotta alla pandemia fino a dicembre quando la situazione speriamo sarà migliore di adesso». Insomma il premier uscente offre la possibilità di dare vita a un governo tecnico a tempo. Ma ci credono in pochi. Il primo a non dare seguito alle parole di Borissov è Trifonov che, in quarantena a casa per il Covid, ha scritto sui social ai suoi sostenitori: «Oggi siete i vincitori, rivendicavate il potere e il cambiamento è inevitabile».

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