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Ecco chi era Luca Lardieri, il 36enne di Trieste morto nell'esplosione di via del Ponzanino. Gli investigatori: "Un giovane abbandonato a se stesso"

A sinistra i soccorsi nella foto di Massimo Silvano; a destra Luca Lardieri

Lo scoppio ha innescato un incendio, distrutto l’alloggio e danneggiato seriamente altri due accanto. I testimoni: "Abbiamo sentito un forte boato"

Esplosione in un appartamento a Trieste: un giovane perde la vita

TRIESTE. Steso sul letto, il corpo parzialmente ustionato. Il trentaseienne triestino Luca Lardieri è morto attorno all’una di pomeriggio di domenica 4 aprile, in seguito all’esplosione del suo appartamento all’ultimo piano di via del Ponzanino 3, nel rione di San Giacomo.

Lo scoppio ha innescato un incendio, distrutto l’alloggio e danneggiato seriamente altri due accanto. Ferita una vicina, seppur non in modo grave. L’intero edificio è stato sgomberato. I residenti, comprese le persone dei palazzi attorno, sono corsi in strada. “Sembrava un terremoto – ha raccontato una testimone – abbiamo sentito un boato, poi c’era tanto fumo. Ho visto una donna ricoperta di sangue che urlava di chiamare i vigili del fuoco, le era caduto un pezzo di muro addosso”.

Esplosione in un appartamento a Trieste: un giovane perde la vita

Le cause della deflagrazione non sono ancora chiare, ma nel corso della giornata è stata esclusa la fuga di gas: l’impianto era pressoché intatto. Mano a mano che trascorrono le ore appare più probabile un’origine chimica, avvalorata anche dall’attività di campionamento dei vigili del fuoco, sul posto assieme alla polizia, al 118 e al medico legale Fulvio Costantinides: dopo lo spegnimento delle fiamme, i pompieri hanno prelevato alcuni residui dell’esplosione e materiali rinvenuti nell’alloggio.

I reperti saranno sottoposti a esami di laboratorio. Possibile che Lardieri stesse maneggiando sostanze chimiche. Le analisi lo chiariranno. In questo momento restano dunque aperte tutte le ipotesi, tanto quella dell’incidente quanto quella del gesto estremo. Anche la Squadra mobile sta indagando, con quel poco che non è stato distrutto dalle fiamme e dall’acqua usata per spegnerle.

Il corpo del trentaseienne sarà sottoposto ad autopsia nei prossimi giorni. L’appartamento è già stato sequestrato. Al momento risultano inagibili anche gli altri due alloggi investiti dall’esplosione, in cui vivono due nuclei familiari.

La polizia sta lavorando anche per ricostruire il profilo personale della vittima. Lardieri viveva da solo, era praticamente abbandonato a se stesso, confermano gli investigatori. Non possedeva nemmeno un cellulare. Aveva problemi di tossicodipendenza ed era seguito dai servizi di salute mentale e da un amministratore di sostegno. Una condizione di grave marginalità sociale.

 

 

 

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