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Con il cioccolato ci si consola dalla zona rossa: a Trieste le uova di Pasqua sono andate a ruba

L’anno dei record per il simbolo del periodo: «Le famiglie vogliono viziare un po’ i bimbi» 

TRIESTE Di marca o preparate dalle abili mani dei mastri cioccolatieri, ispirate ai personaggi dei cartoni o alle squadre di calcio, quest’anno a Trieste le uova di Pasqua sono andate a ruba. Spiazzando anche chi aveva fatto gli ordini o pianificato di prepararne un certo numero.

Ieri, giorno della vigilia, chi cercava di acquistarne uno ha dovuto faticare non poco, passando in rassegna i diversi supermercati cittadini o le pasticcerie, e dovendosi alla fine accontentare dei pochi pezzi rimasti. «In tutti i nostri punti vendita già da giovedì avevamo finito le scorte e per la vigilia non avevamo a disposizione un solo uovo», conferma Fabio Bosco, titolare dell’omonima catena di supermercati.

«Visto il momento difficile, facendo gli ordini avevamo deciso di confermare i numeri di uova dei marchi tradizionali, rinforzando invece la gamma delle uova più economiche. E il risultato è stato che ad andare a letteralmente a ruba sono state le uova più costose e poi, in un secondo momento, in mancanza di altro, le altre». «È evidente – valuta Bosco – che in questo periodo così difficile le famiglie hanno deciso di viziare un po’ i più piccoli».

Conferma una buona vendita Maurizio Zazzeron, titolare degli omonimi supermercati. «Ogni anno c’è la corsa all’uovo, ma quello che ho notato – sottolinea – è la vendita straordinaria di uova di grandi dimensioni, da cinque chili ad esempio, che negli anni passati faticavano a essere vendute, e invece in tre giorni ne ho vendute 20». Tutto esaurito al Despar di Barriera, di via dei Leo. Poca scelta già da venerdì all’ipercoop di Alleanza 3.0 alle Torri. I prezzi delle uova industriali oscillavano dai cinque ai 30 euro.

Ma la corsa all’acquisto è stata tale da svuotare anche le più rinomate pasticcerie artigianali, dove le uova sono state vendute in media a 80-120 euro al chilo. A farla da padrone la Bomboniera, uno dei paradisi del cioccolato. «I triestini danno grandi soddisfazioni e quest’anno hanno superato se stessi», ammette il titolare nonché maitres chocolatier Giuseppe Faggiotto: «Ho dovuto trasferire uova a Trieste dal mio laboratorio di Pordenone per la soddisfare la grande richiesta. Da noi il protagonista è stato il cioccolato fondente, con una vendita sostenuta anche di uova, senza zucchero, di pura massa di cacao 100%». Uova mignon, fatte a mano, di tre gusti, si trovavano invece all’Harry’s Pasticceria. «Neanche il tempo di preparale che si sono volatilizzate, vendute in pochi giorni», commenta ironico lo chef Matteo Metullio. Parla di una vendita veramente soddisfacente anche Cinzia Viezzoli di Pirona: «Peccato non aver avuto il tempo di prepararne altre, la richiesta è stata abbondantemente superiore all’offerta. I triestini, a quanto pare, si sono consolati con i dolci».—


 

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