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Gli allievi aspettano ma lei non ha rete. L’odissea di Nicole maestra in smart working a Santa Barbara

Nicole Benvenuti. Insegnante a Barcola e residente a Muggia

A casa sua arriva solo il segnale sloveno. Contattati i gestori più volte senza risultato 

TRIESTE MUGGIA C’è chi in piena didattica a distanza e smart working, nonostante la dotazione tecnologica necessaria – pc, tablet, smartphone – ci sia tutta, deve ancora fare i conti con la mancanza di internet perché ha scelto di vivere in un posto vicino al confine con la Slovenia, a Muggia, esattamente a Santa Barbara, dove la rete telefonica e internet italiana non arriva: funziona bene solo quella slovena. Questo è quanto capita da ormai troppo tempo a Nicole Benvenuti, maestra di una materna a Barcola, per la quale, in questo periodo di didattica a distanza e scuola “fatta da casa”, la rete è assolutamente indispensabile. «A casa, non per scelta, non ho rete né telefono, quindi, per mandare il materiale ai bambini, devo andare a Trieste a casa dei miei, connettermi e da li inviare il tutto», spiega Nicole.



Una storia, quella sua e di Aldo, suo marito, che va avanti da tempo e che si è sviluppata proprio nel bel mezzo della pandemia che ha messo a dura prova, tra gli altri, anche il sistema scolastico e chi ne fa parte, alunni e insegnanti. Un trasloco tra le lussureggianti alture muggesane per fuggire dal caos e dal traffico della città, certamente non dalla civiltà e dalla tecnologia. «Un anno e mezzo fa abbiamo comprato questa casetta a pochi metri dal confine di Santa Barbara con panorama mozzafiato, pace, no smog – voglio sottolineare che venivamo da via Valmaura. Ci siamo da subito accorti che non c’era nessun segnale dai gestori telefonici italiani. Con conseguente roaming fisso.

Quindi abbiamo iniziato la nostra odissea chiedendo una linea internet almeno Adsl. Peccato – ha spiegato Nicole – che il vecchio proprietario non ci aveva avvisati che non funzionava la linea telefonica». A quel punto, proseguono Nicole e Aldo, «chiedo l’intervento della Telecom, che fa intervenire un tecnico, il quale ci dice che di connettersi a internet non se ne parla, perché troppo distanti dalla centrale, situata nei pressi della stazione degli autobus, in centro. A quel punto chiediamo almeno una linea voce, ma ci dicono che dobbiamo rivolgerci al servizio clienti».

A quel punto la coppia chiama il servizio che, come sottolinea la maestra, «risponde che dobbiamo abbonarci a un pacchetto che prevede modem e linea internet». Un paradosso, in quanto, come spiega la coppia, «nonostante spieghiamo loro che il tecnico ci ha detto che è inutile perché non arriva nessun segnale, ci rispondono che questa è l’unica via». Il gestore, quindi, propone alla coppia di acquistare qualcosa che poi, alla fine, non funzionerà. Il marito della maestra, inoltre specifica, che nei pressi della loro abitazione c’è un palo del telefono con diversi metri di filo arrotolato per terra e afferma che da quel palo non vi è nessun collegamento con la sua casa. «In conclusione – incalza la maestra – non abbiamo né linea telefonica né ovviamente internet, e io che in questi giorni ho lavorato da casa ovviamente “brucio” tutti i vari gigabyte in roaming con il mio cellulare che funge da hot spot». Un problema, quello della maestra Nicole e di suo marito Aldo, che riguarda numerosi muggesani residenti a ridosso del confine con la Slovenia, in particolar modo a Santa Barbara, a Chiampore, come traspare dalle numerose segnalazioni sulle pagine social dedicate alla cittadina rivierasca.—


 

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