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Padre e figlio presi a calci e pugni da tre ventenni in via dell'Istria: «Ci hanno aggredito senza motivo»

Papà e figlio dopo l'aggressione

Il papà ha riportato la rottura della mandibola. Il fatto è avvenuto nella stessa zona dove era avvenuta l'aggressione del nonno paletta

TRIESTE Un pugno in faccia partito all’improvviso da dietro le spalle. E poi i calci addosso, quando il ragazzo è ormai a terra. Erano in tre a picchiare: giovani sui vent’anni, ma non si esclude che uno possa essere minorenne. La loro identità non è ancora nota.

La vittima è un diciannovenne triestino. Si chiama Kristijan. Il branco ha pestato non solo lui, ma anche il padre quarantatreenne, Sergio, accorso per tentare di difendere il figlio. Sul posto è arrivata una volante della polizia, che conferma l’intervento.


L’episodio si è consumato nel pomeriggio di mercoledì 31 marzi nei pressi delle nuove case Ater di via Domus Civica, in Strada Vecchia dell’Istria. Peraltro a pochi metri di distanza da dove era stato aggredito il settantaquattrenne triestino Paolo Valenti, il nonno paletta malmenato due mesi fa nelle vicinanze della scuola elementare “Rossetti”.

Tutto è successo in pochi minuti. «Erano circa le sei – ricorda Kristijan – stavo ritornando a casa assieme alla mia fidanzata. Ero quasi arrivato vicino al mio portone quando mi sono sentito approcciare in malo modo da un ragazzo che conosco solo di vista, perché credo abiti in zona. Forse lui è minorenne. Si è rivolto a me chiedendomi perché lo stessi guardando. Io – continua il diciannovenne – gli ho risposto che stavo camminando per la mia strada assieme alla morosa. Gli ho detto di lasciami in pace. Tra l’altro avevo sotto gli occhi il cellulare e indossavo gli occhiali da sole, quindi fino a quel momento non lo avevo minimamente visto. Ma non appena mi sono voltato per andare avanti, lui mi ha tirato un pugno al volto. Non me l’aspettavo... si è comportato da vigliacco, perché ero di schiena e lui mi ha colpito da dietro, così non ho potuto difendermi».

Kristijan è caduto. I complici, i due ventenni, a quel punto si sono scagliati sul diciannovenne sferrandogli calci. «Mi arrivavano colpi dappertutto – racconta –. Mi ricordo che uno di quei due ventenni, forse di origine straniera, aveva come un tatuaggio al collo, credo fosse un kalashnikov».

La fidanzata del giovane, terrorizzata, ha chiamato subito la polizia. Kristijan ha preso il cellulare e ha allertato il papà, Sergio. «Gli ho detto di correre giù in strada e di venire subito», ricorda il diciannovenne. «Lui è arrivato e ha affrontato quei tre per tentare di difendermi, ma è caduto e lo hanno picchiato. Gli hanno rotto la mandibola. Poi è arrivata la polizia, ma dopo venti minuti».

Intanto gli aggressori sono fuggiti dileguandosi nelle vie vicine.

Kristijan e il padre Sergio sono stati medicati al Pronto soccorso. «Ho trascorso due giorni all’ospedale di Cattinara – spiega il ragazzo – e devo fare ancora visite specialistiche al naso. Stesso discorso per mio papà, che sarà sottoposto ad altri accertamenti».

Non appena si saranno ripresi, padre e figlio faranno denuncia. «Voglio giustizia – riflette Kristijan – perché non è giusto che due persone vengano aggredite per strada e senza nessun motivo. Questa gente non la deve passare liscia, non possiamo aver paura di camminare per strada. Voglio giustizia – ripete –, questa gente deve assolutamente pagarla».

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