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Dagli spostamenti alle scuole fino alle seconde case: il vademecum del nuovo decreto per il mese di aprile

Decreto pronto, l'Italia resta blindata. Oggi atteso l’ok: niente zone gialle, ma bimbi a scuola

4 minuti di lettura
Trieste in lockdown: niente riaperture nel mese di aprile 

ROMA Bar e ristoranti resteranno chiusi per tutto aprile, a meno che la situazione epidemiologica non cambi drasticamente nelle prossime due settimane. Mario Draghi ha deciso di non cedere alle sirene di Matteo Salvini e dei (tanti, sono 14) governatori di centrodestra che per tutta la giornata di martedì hanno tentato di convincerlo a dare un segnale di speranza agli italiani. La variante inglese del coronavirus, più contagioso del ceppo precedente del 37 per cento, è presente in otto contagiati su dieci. La buona notizia è che la curva dei contagi sta scendendo, ma restano alti il numero dei morti e soprattutto i posti occupati in terapia intensiva da malati Covid: sono il 41 per cento del totale, ben oltre la soglia critica fissata da tempo al 30. «Di fronte a questi numeri inutile illudere gli italiani», dice Draghi in queste ore ai suoi collaboratori.

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Per dare un segnale al centrodestra, il decreto che verrà approvato oggi dovrebbe contenere una sorta di impegno politico a valutare misure meno restrittive a partire da metà mese. Ecco un vademecum delle regole del nuovo decreto. 

Le regole per le feste: Pasqua in zona rossa

Da sabato e fino al lunedì di Pasquetta l’Italia si tinge tutta di rosso. Quindi sì alla passeggiata vicino casa ma per allargare il raggio occorre autocertificare che lo si fa per motivi di lavoro, salute o urgenza. I negozi sono chiusi, compresi barbieri e parrucchieri. Restano aperti quelli di beni essenziali, come alimentari, farmacie e parafarmacie, edicole, tabaccai, negozi di telefonia, di abbigliamento per bambini, ottici, ferramenta, per fare degli esempi. Si possono andare a trovare parenti e amici all’interno della propria regione, ma una sola volta al giorno, massimo in due persone più eventuali minori di 14 anni. E comunque occorre rincasare alle 22. Si può uscire dal comune in bicicletta o di corsa per fare attività sportiva, ma non si può varcare il confine con l’auto. Autorizzato lo sconfinamento anche per acquistare beni non in vendita nel proprio comune.

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Spostamenti dopo le feste: le visite ai familiari

Passato il ponte pasquale più della metà degli italiani resteranno intrappolati nel lockdown da zona rossa. Unica deroga le visite a parenti a amici. Contrariamente a quanto disposto dal precedente decreto, infatti, anche nelle regioni in fascia rossa si potrà andare a far visita a parenti e amici una sola volta al giorno, massimo in due persone più i minori di 14 anni e con obbligo di rientro alle 22. Le stesse regole varranno per chi nelle regioni arancioni vorrà varcare i confini del proprio comune, con il limite di quelli regionali. Sia in fascia rossa che arancione è tuttavia possibile recarsi in un altra regione, a prescindere dal colore, per raggiungere porti e aeroporti. Indifferentemente dalla fascia regionale di rischio in cui si risiede le coppie che vivono in città diverse possono ricongiungersi dove hanno la residenza il domicilio o l’abitazione. Stessa cosa vale per incontrarsi con i figli minori.

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Scuole verso la riapertura: freno alle Regioni

Il tesoretto del lieve calo dei contagi il decreto lo spende tutto per una prima riapertura delle scuole. Tanto nelle regioni e nelle singole aree rosse quanto in fascia arancione riaprono infatti materne, asili, elementari e prime medie, fino in terza per gli studenti che vivono in regioni color arancio, dove possono riprendere anche le lezioni in presenza nelle superiori, ma con almeno il 50% dei ragazzi in Dad. Sia pure per pochi giorni Lazio e Trentino hanno anticipato a questa settimana le riaperture. Ma c’è anche chi invece di aprire chiude. Come la Sardegna che ha sbarrato i portoni di diversi istituti nel cagliaritano e in provincia di Alghero. Per impedire il solito fai da te regionale il governo sta studiando una clausola da inserire nel decreto di aprile che impedirà di fatto ai governatori di andare controcorrente, obbligandoli comunque a rispettare le aperture decise dal nuovo provvedimento.

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Solo il crollo dei contagi dà speranze ai locali

Bar e ristoranti, come pizzerie a taglio, pub, pasticcerie e gelaterie restano chiusi tutto il giorno in tutta Italia, a prescindere dal fatto che si viva in zone rosse o arancioni. Per rialzare le saracinesche prima di maggio servirà che i numeri del contagio migliorino drasticamente e il cosiddetto “lodo Gelmini” faccia riaprire i servizi di ristorazione nelle ripristinate zone gialle, sia pure solo di giorno. Fino alle 22 è possibile acquistare a portar via sia cibo che bevande senza però consumarli davanti al locale. Come spiegano le Faq del governo all’interno di bar e ristoranti si deve sostare solo il tempo necessario all’acquisto e sono passibili di multa gli assembramenti davanti ai locali. L’asporto dopo le ore 18 non è consentito nei bar privi di cucina. Il servizio di delivery è invece permesso senza limiti di orario. I ristoranti degli alberghi sono aperti per gli ospiti.

Barbieri sempre chiusi nelle aree ad alto rischio

Nei tre giorni del ponte pasquale, dal sabato al lunedì, negozi e centri commerciali restano chiusi, a esclusione degli esercizi che vendono beni essenziali o offrono servizi considerati irrinunciabili, come carrozzieri, idraulici o elettricisti. Le saracinesche resteranno abbassate in tutte le regioni, e sono tante, che permangono in zona rossa, dove, almeno nella bozza di ieri sera restano chiusi anche barbieri, parrucchieri e tutte le attività che prestano servizi alle persone. Esercizi che insieme a tutti i negozi sono aperti nelle aree arancioni. In rosso chiusi i centri commerciali, anche se all’interno può restare aperto chi vende beni essenziali, come alimentari, farmacie, edicole e tabaccai, fiorai e negozi di abbigliamento per bambini. Nelle regioni arancioni i centri commerciali restano aperti i feriali e chiusi i festivi, con le deroghe previste anche per le zone rosse.

Seconde case, via libera ma con tante eccezioni

Le regole fissate dal decreto dicono che nelle seconde case, anche quelle collocate in zona rossa, potrà andare chi è in grado di mostrare un contratto di affitto o di acquisto antecedente al 14 gennaio scorso. La seconda casa non deve poi essere abitata da altri e può essere raggiunta solo dai componenti del nucleo familiare convivente che la possiede. La veridicità delle autocertificazioni sarà controllata e chi dichiara il falso incappa in un reato penale. Temendo l’assalto dei vacanzieri di Pasqua diversi governatori hanno però messo al bando il popolo delle seconde case. Ne hanno vietato l’accesso a chi viene da fuori regione fino al secondo weekend di aprile Toscana, Valle d’Aosta, Sardegna e Trentino. La Sicilia non pone divieti ma chiede l’attestato di vaccinazione o di negatività a un test anche rapido. La Campania consente l’accesso a chi abita fuori regione, ma non a chi vi risiede. 

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