Vaccini anti-Covid, a Monfalcone il caso degli ex esposti amianto

Ad oggi gli ex esposti all’amianto non rientrano in quanto tali tra i soggetti da sottoporre a vaccinazione, ma vanno considerati nell’ambito delle categorie stabilite dal Ministero e recepite dalla Regione. 

TRIESTE Anche domenica di primo mattino al Centro Anziani di via Fontanot sono proseguite le vaccinazioni, spalmate sull’intera giornata. Fino alle 13 sono state eseguite circa 220 inoculazioni di Astrazeneca, la fascia interessata quella tra i 75 e i 79 anni. Circa il 35% monfalconesi. Anche nel turno pomeridiano, dalle 14 fino alla chiusura, seguita dalla sanificazione dei locali, si è proceduto con la stessa fascia d’età e lo stesso tipo di vaccino, 242 le prenotazioni. Domenica delle Palme, dunque, senza pausa per la sede vaccinale, regolarmente operativa. Gli appuntamenti sono già programmati per il mese successivo, nel quale è prevista la chiusura a Pasqua, Pasquetta e il 25 aprile.

L’orario di apertura rimane quello dalle 7.30 alle 13 e dalle 14 alle 20. Ad oggi, nell’arco di diciotto giorni, sono stati eseguiti 6 mila vaccini, di cui 2.600 Astrazeneca e 3.400 Pfizer. La media giornaliera si attesta sulle 500 erogazioni. Un volume di dosi ritenuto sufficiente nell’ambito dello smaltimento delle prenotazioni. Fin qui i dati.

Ma un ragionamento a parte riguarda i cittadini ex esposti all’amianto. Una questione che richiede chiarezza, considerate le aspettative di quanti, in ragione del loro particolare stato, sono affluiti ai Cup o alle farmacie per effettuare la prenotazione. Salvo poi, come è stato segnalato da più parti, arrivati al Centro vaccini, vedersi negata l’inoculazione, in quanto non rientranti nella lista ministeriale relativa alle fasce prioritarie. Il monfalconese Vittorio ha riportato questa esperienza, altri familiari di esposti amianto, fra cui Sara, chiede certezze per il padre.



Da qui l’incertezza su come e cosa fare, se sia possibile o meno prenotarsi, fino alla delusione e allo sconforto per trovarsi esonerati dalla vaccinazione. Ad oggi gli ex esposti all’amianto non rientrano in quanto tali tra i soggetti da sottoporre a vaccinazione, ma vanno considerati nell’ambito delle categorie stabilite dal Ministero e recepite dalla Regione. Pertanto vengono valutati i criteri di età e di fragilità al fine di farli rientrare nei target definiti. Nel documento reso pubblico dalla Regione, nel punto relativo alle «persone ad elevata fragilità» è riportato: «La vaccinazione si può prenotare tramite i Cup delle Aziende sanitarie e delle farmacie, oppure tramite Call center a numero unico... specificando unicamente di appartenere ad una categoria ad elevata fragilità, senza fornire ulteriori informazioni sulla patologia».

Quindi «al momento della prima somministrazione dovrà essere presentata adeguata documentazione sanitaria riguardante la condizione di vulnerabilità che consenta la valutazione sanitaria pre-vaccino». Infine l’avvertenza: «Non saranno vaccinate le persone che impropriamente chiederanno di essere vaccinate facendo riferimento a queste patologie, e se dal caso, saranno segnalate alle autorità competenti». Una modalità evidentemente per evitare i “furbetti”, tuttavia, può indurre a fraintendimenti e a incertezze. Il punto è la necessità di dotarsi della certificazione attestante la gravità della patologia, da presentare al momento del vaccino, senza la quale il medico nega l’iniezione.

Il consigliere regionale del Pd, Diego Moretti, segnala due questioni legate alla campagna in atto per i soggetti fragili, loro caregiver o badanti: «La prima situazione - dice - è relativa agli ex esposti amianto (migliaia di persone nell’area isontina e giuliana) che pur in presenza di patologie respiratorie potenzialmente a rischio-Covid, non sono stati inclusi – inspiegabilmente – nell’elenco dei soggetti “fragili”; l’altro aspetto riguarda la vaccinazione dei caregiver e dei conviventi dei disabili impossibilitati a muoversi che, per la procedura prevista dalla Regione, non potranno essere vaccinati». Il sindaco Anna Maria Cisint ha osservato: «Ritengo che gli ex esposti all’amianto vadano considerati una categoria prioritaria. Ho chiesto al presidente Fedriga di interloquire con il ministro Speranza affinché introduca lo specifico target».—

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Crema spalmabile di lattuga, noci e feta greca

Casa di Vita
Video del giorno

Addio a Franco Battiato, i messaggi di cordoglio sui social: "La sua musica non invecchierà mai"

La guida allo shopping del Gruppo Gedi