Sotto sequestro la discarica abusiva scoperta a Capriva

L’area sotto sequestro e gli inerti scaricati. Foto Bumbaca

Nel sito di Marco Milanese 8.000 metri cubi di macerie: «Scaricandoli per smistarli ho sbagliato in buonafede»

CAPRIVA I militari del Nucleo operativo ecologico di Udine hanno posto sotto sequestro a Capriva del Friuli l’area della ditta individuale di Marco Milanese. Stando alle verifiche dei Noe, infatti, è emerso su un’area di circa 6.000 metri quadrati, priva di parte della recinzione, un quantitativo di circa 9.000 metri cubi di rifiuti sia pericolosi sia non pericolosi depositati tanto sulla pavimentazione aziendale quanto sulla nuda terra. La maggior parte risulta materiale inerte da demolizione, un cumulo di macerie pari a 8.000 metri cubi, mentre il restate riguarda legno o imballaggi misti di carta e plastica. Oltre a questi, i militari dell’Arma hanno rinvenuto anche la presenza di rifiuti pericolosi come oli esausti, apparecchiature elettroniche dismesse (Raee) e un’auto demolita.



Gli ulteriori accertamenti condotti dai Carabinieri per la tutela ambientale hanno stabilito che l’azienda era «priva di qualsivoglia autorizzazione di carattere ambientale alla gestione di rifiuti, determinando in tal modo l’esistenza di una vera e propria discarica abusiva». Da qui il sequestro dell’intero compendio aziendale, compresi i rifiuti stoccati abusivamente e i sei mezzi d’opera utilizzati per la loro movimentazione. I Carabinieri del Noe di Udine hanno così denunciato in stato di libertà alla Procura di Gorizia, che coordina le indagini, il titolare dell’azienda Marco Milanese, il quale sarà chiamato anche al corretto smaltimento dei rifiuti, al ripristino dello stato dei luoghi e alla regolarizzazione dal punto di vista autorizzatorio.

«Ho sbagliato in buona fede», ammette il proprietario Marco Milanese, alla spalle un’attività di artigiano da oltre trent’anni, che da poco si è trasferito a Capriva, rilevando il sito tra le via Moraro e Aquileia. «Ho in piedi una ristrutturazione importante e ingenuamente ho scaricato gli inerti, da smistare nei centri di recupero - spiega l’imprenditore, sottolineando come la ditta è iscritta all’albo per la gestione dei rifiuti - anche se mi contestano anche il cippato di legno. Il 15 febbraio mi sono ammalato, dovevo essere operato a un braccio e ho dovuto fermare lo smaltimento ma non il cantiere. In mezzo a questa situazione difficile mi si è rotto anche il camion... Ora mi adopererò per sistemare il tutto».

Il blitz dei Noe, che ha coinvolto anche i vigili del fuoco, non è scattato ieri bensì venerdì 19 con un primo sopralluogo da parte dei carabinieri che hanno avvertito della vicenda anche il sindaco Daniele Sergon. «È stato il regalo per il weekend... ci siamo messi a disposizione dei carabinieri e dell’autorità giudiziaria con il nostro ufficio tecnico - dice il primo cittadino - e personalmente sono andato a controllare per capire le dimensioni di questa discarica. Posso affermare che, pur nella sua gravità, sono stato rassicurato del fatto che non si tratta di un’attività malavitosa. Nessun smaltimento illecito di rifiuti in stile ecomafie o deposito di rifiuti tossici». E aggiunge: «Si tratta di malagestione, magari di superficialità all’interno di un sito, lontano dal centro abitato di Capriva, che il titolare adesso dovrà ripristinare». —


 

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