Muggia, dona tremila euro per restaurare l'organo del Duomo: vuole restare anonimo

L’organo del Duomo di Muggia, un Mascioni del 1971, danneggiato dalle infiltrazioni e dall’umidità

La sua donazione va a sommarsi ai quattromila già raccolti per restaurare il Mascioni danneggiato 

MUGGIA Tremila euro donati da un parrocchiano anonimo per il restauro dell’organo del Duomo di Muggia, un Mascioni del 1971 – uno dei dodici presenti in provincia di Trieste – danneggiato gravemente dall’umidità e dalle infiltrazioni di acque meteoriche. Una somma che va a unirsi ai 4 mila euro già raccolti, come informa il parroco del Duomo e della basilica di Muggia vecchia, don Andrea Destradi, frutto di varie donazioni, tra le quali quella di mille euro dal direttivo della banda cittadina.

Il restauro dovrà avvenire al termine dei lavori alla facciata postica del Duomo, in atto in questi giorni, dopo che la risistemazione di quella principale è stata da poco ultimata con lo smontaggio delle impalcature. La stima del costo dell’intervento sull’organo, in base ai vari preventivi raccolti, si aggira intorno ai 20 mila euro. «L’acqua – aveva spiegato don Destradi – ha evidentemente agito per anni, danneggiando il motore e l’impianto elettrico del grande organo. Ci è stato caldamente consigliato di non utilizzarlo per non danneggiarlo ulteriormente. Adesso lo abbiamo sostituito, durante la liturgia, con un organo normale posto nella navata laterale. Ma chiaramente non è la stessa cosa».


Lungo la controfacciata, soprattutto all’altezza dell’intersezione con la parete delle navate laterali, si notano le tracce delle acque meteoriche che hanno segnato con una patina grigiastra l’intonaco e la parete su cui praticamente poggia il monumentale organo appare molto ammalorata. Con i lavori attualmente in corso il problema si dovrebbe risolvere. Risoltosi il problema architettonico, resta quello relativo al reperimento delle risorse. Un organo, quello del Duomo di Muggia, che, come specificato nel preventivo di una delle ditte contattate, è in cattive condizioni di conservazione: «La scarsa manutenzione eseguita negli ultimi anni, la polvere e i calcinacci all’interno dello strumento, infiltrazioni d’acqua in alcune parti fondamentali dell’organo (centralino, raddrizzatore, motore e quadro elettrico) fanno sì che lo strumento non funzioni al massimo delle sue potenzialità con rischi molto seri di corto circuito o peggio».

Si dovrà procedere allo smontaggio di tutte le canne dello strumento e di quelle parti necessarie a eseguire una perfetta manutenzione dello stesso, alla pulitura, alla sistemazione delle canne, alla sostituzione del motore danneggiato con uno di nuova generazione e del quadro elettrico, e, infine, al rimontaggio e all’accordatura. Un lavoro importante, certamente necessario per non aggravare lo stato dello strumento. Ma che ha un costo difficilmente sostenibile per una parrocchia di provincia. Soprattutto di questi tempi. È necessario, quindi, l’intervento, quanto meno parziale ma a copertura dei costi, da parte di privati. Come già avvenuto nel passato recente proprio a proposito di strumenti liturgici di pregio: poco più di tre anni fa i lavori di ristrutturazione dell’organo Mascioni del 1983 del santuario di Monte Grisa furono interamente realizzati grazie al contributo della Fondazione CRTrieste. —


 

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