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Gorizia, consegnati i 42 alloggi popolari del piano d’emergenza Covid

Grazie all’accordo con il Comune, ha preso il volo l’opera di sistemazione. L’Ater: «Tutte le procedure di assegnazione sono terminate ufficialmente»

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GORIZIA «I 42 alloggi sono stati consegnati. O meglio: è stata completata la procedura di assegnazione». A portare la lieta novella Alessandra Gargiulo, dirigente dell’Ater. Il riferimento è agli appartamenti rimessi “in pista” grazie anche all’accordo stretto con il Comune e che rientrano nel piano d’emergenza Covid-19. Come si ricorderà, l’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale ha rimesso in sesto 15 alloggi di proprietà comunale nel quadro degli accordi stretti con l’ente locale. A questi, si aggiungono altri 27 appartamenti, la cui proprietà è direttamente dell’ex Iacp, per un numero complessivo di 42 alloggi che sono stati messi o stanno per essere messi a disposizione dei beneficiari.

Una veloce cronistoria

Il Comune è proprietario, complessivamente, di 88 alloggi, affidati in gestione ad Ater. Di questi, 23 non erano fruibili poiché avevano bisogno di piccoli interventi di manutenzione. Non grandi cose ma, nelle condizioni in cui versavano, non potevano essere concessi in affitto a prezzo calmierato. La palla era passata, allora, all’Ater. Il Comune, attraverso una determina, aveva provveduto ad istituire un’apposita posta di bilancio «al fine - si legge nella documentazione - di procedere alle attività manutentive necessarie». L’attenzione si concentrò, così, su 15 dei 23 appartamenti di proprietà comunale, la cui ristrutturazione è costata complessivamente 199.504,70 euro. Pertanto, l’amministrazione comunale ha provveduto a “girare” all’ente la somma «a ristoro delle spese sostenute per gli interventi manutentivi - si legge nella determina - effettuati sugli immobili di proprietà comunale, attualmente affidati in gestione all’Ater».

I 15 appartamenti, torniamo a ricordarlo, si trovano in via Del Santo, in via Ascoli e in via Marconi.

Il recupero dell’esistente

L’attività preponderante dell’ex Iacp è, ormai, quella di “riatto”, ovvero di risistemazione costante degli appartamenti inutilizzabili viste le condizioni in cui versano. Ed è su questo versante che si sviluppano quasi tutti gli interventi di edilizia residenziale portati avanti dall’ente. Poche nuove costruzioni, limitate le colate di cemento, recupero dell’esistente. E anche gli ultimi 42 alloggi, messi a disposizione degli assegnatari, fanno parte di questo gruppo. Il Piano-manutenzioni, soprattutto quello riguardante gli alloggi comunali affidati all’Ater, aveva subito un’accelerazione dopo i consistenti finanziamenti del Comune in quella che venne definita la “maxi-manovra Covid-19”. E fu il sindaco stesso a caldeggiare l’operazione in una lettera accorata inviata, nell’aprile dello scorso anno, all’assessore regionale alle Infrastrutture Graziano Pizzimenti, al presidente di Ater Gorizia Fabio Russiani e alla dirigente della medesima Azienda Alessandra Gargiulo. Un appello forte che era arrivato in un momento delicatissimo, visto che l’epidemia sanitaria si stava già trasformando in uno tsunami economico per molti nuclei familiari. Seguirono incontri operativi con la decisione di accelerare il recupero degli appartamenti chiusi e inutilizzati.

L’importanza della rete di assistenza

Il presidente dell’Ater di Gorizia ha evidenziato, di recente, come l’ente sia fortemente impegnato, in particolare in questo periodo difficile e scorbutico, a soddisfare, per quanto possibile, le esigenze abitative delle famiglie sul territorio isontino. «Per questo siamo totalmente disponibili a creare sinergie con gli enti locali, come accade con il Comune di Gorizia, per ampliare le risposte ai cittadini che ne hanno bisogno», furono le sue dichiarzioni.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore comunale al Welfare, Silvana Romano. Ribadisce che il Comune «si è subito attivato per sostenere famiglie e attività in difficoltà creando una rete di interventi come poche altre realtà». —

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