Nuovi centri vaccinali: a Trieste prende quota l’ipotesi Allianz Dome

L'Allianz Dome illuminato con il tricolore

Riccardi: «Nel capoluogo serve un’altra struttura oltre a quella in Porto vecchio». Over 75 e fragili: 50 mila prenotati. Da metà aprile tocca alla fascia 70-74 anni

TRIESTE Un nuovo centro vaccinale a Trieste che si affiancherà a quello già allestito nella centrale idrodinamica. La Regione sta valutando le strutture che potrebbero risultare più adatte e tra le ipotesi c’è anche l’Allianz Dome.



«Per ora tutte le ipotesi sono aperte» ha spiegato ieri sera il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, facendo presente che si è ritenuto necessario, per l’area urbana del capoluogo, individuare una struttura in più oltre a quella del Porto vecchio. La scelta definitiva potrebbe arrivare a breve, vista la necessità ribadita dal vicegovernatore di poter contare su altri centri vaccinali in questa fase della campagna, tanto a Trieste quanto nel resto della regione, tanto più a fronte della valanga di prenotazioni degli ultimi giorni: un numero maggiore di sedi per rendere più capillare la rete di somministrazione del vaccino, riducendo per quanto possibile gli spazi da percorrere per raggiungerli. In questo senso l’ipotesi del palazzo dello sport sarebbe complementare, considerata la sua collocazione dall’altra parte della città, rispetto al Porto vecchio. In più, dal punto di vista di spazi e accessi (a cominciare dall’ampio ingresso), disponibilità di parcheggi e collegamenti del trasporto pubblico si tratterebbe di una scelta in grado di offrire garanzie adeguate. Quanto agli altri territori dell’area giuliano isontina, i comuni nei quali si pensa di aprire nuovi centri vaccinali restano quelli di Duino, Ronchi e Cormons.



Intanto sfiorano quota 50 mila le vaccinazioni prenotate per la fascia dai 75 ai 79 anni e per le categorie delle persone a elevata fragilità: alle 18 di ieri 49.420. Il flusso ha cominciato fisiologicamente a rallentare, ma sono state comunque 6.265 le persone che hanno dato la propria adesione. Nella fascia di età 79-75 anni 2.419 prenotazioni, di cui 1.109 nel territorio dell’Asugi. Sono stati 3.846 i soggetti vulnerabili che hanno fissato la vaccinazione, 1.129 nell’area giuliano isontina. Risultano 4.814 le prenotazioni effettuate nelle farmacie, 691 negli sportelli delle strutture sanitarie e dei reparti, 751 tramite call center.



Il ritmo di progressione delle prenotazioni è importante anche in funzione della prossima fase, quella che riguarderà le persone di età compresa tra i 70 e i 74 anni. Per le categorie fragili e gli over 75 era stato stimato un numero di potenziali vaccinabili di poco superiore alle centomila unità in Friuli Venezia Giulia: per cominciare a pianificare lo step successivo si attende di arrivare almeno al 70 per cento delle prenotazioni sul totale degli interessati: insomma, in questo caso la quota da raggiungere sarà di circa 70 mila prenotazioni, che verranno raggiunte verosimilmente nel corso della prossima settimana.

«A quel punto – anticipa Riccardi – potremo davvero cominciare a ragionare sull’apertura dell’agenda delle prenotazioni per la fascia degli over 70, che saranno vaccinati sempre con AstraZeneca». La tempistica: l’avvio di prenotazioni e somministrazioni scatterebbe nella seconda metà di aprile. Ci sarà ovviamente da verificare la disponibilità di dosi, mentre per quanto riguarda il personale si potrà contare, in più, sull’apporto di medici di base e specializzandi.

A testimoniare il fatto che la campagna vaccinale abbia cambiato marcia sono anche i dati di ieri e di giovedì sulle somministrazioni a tutte le categorie: siamo ormai a una media di 5 mila dosi giornaliere a livello regionale.

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Ieri il governatore Massimiliano Fedriga ha avuto parole di apprezzamento per il premier Draghi sulla questione vaccini: «Ha cambiato il passo rispetto al passato e per questo è utile che ascolti anche le Regioni, per capire chi sul territorio si rimbocca le maniche e fa i vaccini, gli hub e la sorveglianza sanitaria».—




 

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