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Muggia, il mercato si popola nel rispetto delle distanze

L’appuntamento del giovedì fra percorsi obbligati, una discreta affluenza e nostalgia per «i colleghi rimasti fuori». Gli avventori: «Organizzazione ok»

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Una mattinata, quella di ieri, da primavera piena, che ha favorito l’arrivo di numerosi clienti negli spazi del mercato settimanale del giovedì di Muggia, storica istituzione rivierasca che si è dovuta giocoforza adeguare alle stringenti regole dell’ultimo Dpcm.

I posteggi per gli ambulanti – nove in tutto dei quali uno riservato alla vendita dei prodotti lattiero-caseari, due a quella di articoli floreali in vaso o recisi, e per il resto occupati da rivenditori di frutta e verdura – sono stati riorganizzati nella sola via Tonello, che è stata perimetrata e suddivisa in due percorsi monodirezionali separati, con ingresso e uscita in via Roma. Gli spazi ci sono, sono ariosi, e il ricircolo di clienti, numerosi sì ma non tanto da causare assembramenti, avviene in maniera ordinata, sotto l’occhio vigile dell’agente di Polizia locale che, come racconta lui stesso, vigila «sul mercato del giovedì da quindici anni e lo ho visto cambiare nel corso del tempo».

L’organizzazione piace alla stragrande maggioranza degli ambulanti e anche i clienti appaiono soddisfatti. Anche se in tanti lamentano una riduzione dei volumi di vendita e l’assenza dei colleghi meno fortunati che, per la tipologia di prodotti in vendita, sono restati fuori. È il caso di Nella, che accoglie i clienti che entrano nel recinto mercatale in quanto la sua bancarella di frutta e verdura è la prima che si incontra dopo aver varcato l’ingresso: «Lo spazio c’è, i nostri clienti pure, ma mi dispiace per i colleghi rimasti fuori. D’altra parte con loro passi ore gomito a gomito. Questa situazione si riverbera su tutti, anche sui cosiddetti “fortunati” che possono lavorare».

Una signora, intenta ad acquistare un po’ di verdura, annuisce ascoltando lo sfogo di Nella – si chiama Giuliana e arriva da Aquilinia – e aggiunge: «Pensavo ci fosse meno gente, evidentemente la bella giornata spinge a fare compere all’aperto. Come la sottoscritta d’altro canto. Mi sembra comunque tutto molto ben gestito e sotto controllo. Io, però, in questo periodo preferisco andare a fare acquisti dalla grande distribuzione organizzata, come all’Ipercoop di Montedoro o al Famila di Rabuiese. Oggi ho approfittato perché devo camminare e ho deciso di acquistare qui».

Ed effettivamente i prodotti sono davvero invitanti e profumati. Subito dopo la bancarella di Nella c’è quella di Marco, venditore ambulante di origine pugliese, che a differenza della sua vicina collega non è proprio soddisfatto dell’organizzazione: «Ci hanno concentrati tutti insieme, c’è una concorrenza mostruosa. Comunque Muggia non è mai stata una piazza molto soddisfacente per noi». Ad accogliere con un sorriso i clienti è Chiara da Cervignano, una delle due fioraie anche se specifica che lei è quella «che vende i fiori in vaso, l’altra collega li vende recisi». Nonostante il periodo è contenta di poter lavorare: «I prezzi sono stabili e ho la mia clientela».

Subito dopo Chiara, c’è Paola da Fossalon con i suoi prodotti caseari. «Si tratta di una buona soluzione – spiega – e mi pare anche che ci sia un buon afflusso di clienti, meno di giovedì scorso ma si tratta di una presenza più mirata all’acquisto che alla passeggiata tra le bancarelle». E infatti c’è la fila davanti ai suoi formaggi. Un’elegante signora muggesana, Gigliola, rimpiange il vecchio mercato, quello «dove potevi acquistare anche vestiti di buona qualità, che a Muggia era difficile trovare per la sempre più marcata mancanza di negozi. Oggi, invece, si vende solo paccottiglia». Ritira la sua caciottina di Fossalon, saluta e si incammina verso l’uscita. Che è “presidiata” dalla grande bancarella di frutta e verdura di Alessandro da Campolongo Tapogliano, soddisfatto nonostante tutto anche se ammette: «È davvero un periodaccio, spero che finisca presto». —



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