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La crociata polacca contro i diritti Lgbt cerca sponde nel Gruppo di Visegrad

Dalle zone “gay free” allo stop alle leggi sull’aborto. Varsavia punta a dar vita ad una alleanza pro famiglia patriarcale 

BELGRADO Abbandonare la mai amata Convenzione di Istanbul, promossa dal Consiglio d’Europa per prevenire la violenza sulle donne. E lanciare - coinvolgendo altri Paesi dell’Est - un progetto alternativo, sulla carta per la difesa della famiglia tradizionale, ma che potrebbe rivelarsi anche la pietra tombale per diritti Lgbt oltre ad affossare la legislazione relativa all’aborto. Sono i contorni del conflitto che sta covando sotto le ceneri nell’Europa centro-orientale e nei Balcani, protagonista la Polonia, assieme all’Ungheria di Orban fra i Paesi europei dove populismo e nazionalismo sono vigorosi e intrecciati.

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