Dagli avvocati ai cassieri: le categorie escluse dai vaccini chiedono attenzione

La delusione di tanti lavoratori a contatto con il pubblico ancora tagliati fuori dalla campagna. «Vaccinati prima di noi molti operatori in smart working»

TRIESTE Avvocati, operatori turistici, ma anche commessi e negozianti. Ad alzare la voce, stavolta, sono intere categorie economiche e professionali, quelle più esposte al contatto con il pubblico. La richiesta è chiara: il vaccino anti Covid il prima possibile. Il che significa poter rientrare tra i settori prioritari, come già avvenuto con il comparto sanitario, le forze dell’ordine, gli operatori scolastici e il personale universitario. Vaccinati, in molti casi, anche se in smart working.

Il pressing si sta facendo largo soprattutto nei palazzi di giustizia di tutta la regione. Dopo le vaccinazioni ai magistrati e agli amministrativi (nel novero rientra pure il personale della Corte dei Conti), anche gli avvocati si aspettavano un’analoga considerazione, ma sono stati esclusi con una nota della Regione.



In effetti il 2 marzo i quattro presidenti degli Ordini regionali (Alessandro Cuccagna per Trieste, Francesco De Benedittis per Gorizia, Massimo Zanetti per Udine e Alberto Rumiel per Pordenone) hanno scritto una lettera al presidente della giunta Massimiliano Fedriga, al presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin, all’assessore alla Salute Riccardo Riccardi e all’assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti. «Apprezzando il fattivo impegno della giunta e del Consiglio a tutela della salute – si legge nel documento – consapevoli di quelle che sono le priorità che riguardano le persone impegnate in settori importanti della nostra vita, osserviamo che le categorie pubbliche del comparto Giustizia (magistrati e amministrativi) sono già state inserite con priorità, in ragione del rischio cui sono esposte nell’esercizio delle loro funzioni. Ciò premesso – prosegue la lettera – siamo a richiedere un vostro intervento volto a far sì che gli iscritti agli Albi della nostra regione siano inseriti tra le categorie che, in via prioritaria e su base volontaria, possano fruire del piano di vaccinazione preventiva, essendo esposti nello svolgimento dell’attività agli stessi rischi delle categorie del comparto Giustizia».



La risposta della Regione, attraverso la Direzione Centrale salute, è di questi giorni: citando il piano strategico nazionale, la direzione precisa che «tra le categorie prioritarie sono stati ricompresi gli operatori sanitari e sociosanitari, il personale e ospiti dei presidi residenziali per anziani, gli anziani over 80, le persone dai 60 anni ai 79 anni, la popolazione con almeno una comorbidità cronica». E, ancora: «Con l’aumento delle dosi di vaccino disponibili si sarebbe potuta iniziare la campagna vaccinale anche in favore di altre categorie tra le quali quelle appartenenti ai servizi essenziali, quali anzitutto gli insegnanti ed il personale scolastico, le forze dell’ordine, il personale delle carceri e dei luoghi di comunità ecc...». Ciò premesso, «la categoria degli Avvocati non è mai stata ricompresa tra le prioritarie».

La partita non è finita qui. Anche perché la preoccupazione, nel settore, è palpabile. A Trieste, ad esempio, risultano almeno venti avvocati contagiati e interi studi professionali chiusi. E nei corridoi del tribunale non è raro assistere a situazioni di assembramento, soprattutto in occasione di udienze con la presenza di più imputati (con altrettanti legali e parti civili), testi e periti. Tanto più quando gli orari dei processi non vengono rispettati.

«Non comprendiamo le ragioni dell’esclusione – riflette l’avvocato Cuccagna, presidente dell’Ordine di Trieste che ha competenza distrettuale regionale – visto che i colleghi sono continuamente in pericolo. Mi riferisco, ad esempio, alle udienze di convalida in carcere e non, all’assistenza in sede di provvedimenti di espulsione per extracomunitari o tutte le difese d’ufficio e le udienze civili in cui spesso c’è la presenza di tante persone. Ora sto cercando un’interlocuzione con i massimi livelli della Regione».

La richiesta degli avvocati trova il sostegno del presidente facente funzioni della Corte d’Appello di Trieste, Giuseppe de Rosa: «Ritengo che anche l’avvocatura debba essere vaccinata, poiché è lo strumento necessario attraverso il quale funziona l’attività giudiziaria e in assenza del quale la macchina giudiziaria rimarrebbe paralizzata». Così presidente del Tribunale di Trieste Piervalerio Reinotti: «Gli avvocati sono a contatto con persone a rischio, esattamente come i magistrati», rileva. D’accordo il procuratore di Trieste Antonio De Nicolo: «Gli avvocati – sono sottoposti agli stessi rischi dei magistrati».

Ma anche altre categorie reclamano i vaccini: le cassiere dei supermercati, i commessi, i negozianti e gli operatori del turismo, come fa notare Confcommercio Fvg, attraverso il presidente regionale Giovanni Da Pozzo d’intesa con i presidenti territoriali: «Un’economia in ginocchio per effetto delle misure restrittive anti-contagio – afferma – deve poter ripartire proprio grazie alla copertura vaccinale tempestiva dei suoi operatori». Un esempio arriva da Lignano con il gruppo Andretta che – rende noto Da Pozzo – ha informato di un’iniziativa di acquisto delle dosi e inoculazione ai propri collaboratori nel rispetto delle norme sanitarie, espletando a proprie spese tutti gli eventuali processi burocratici». —
 

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