Corso Italia a Gorizia, sarà la commissione a pronunciarsi sulla petizione contro il senso unico

Lo Statuto dà sino a 4 mesi di tempo per affrontare il tema ma Ziberna vuole accelerare: «Il sondaggio è l’ultima ratio»

GORIZIA Tre o quattro mesi, complessivamente, come tempo massimo. Queste sono le tempistiche di risposta a una qualsiasi petizione presentata al Comune, a norma di Statuto. Il comma 2 dell’articolo 75 recita: «Le petizioni e le proposte sono ricevute dal sindaco che assume i provvedimenti di propria competenza entro un mese, oppure provvede immediatamente a farle sottoporre all’esame degli organi competenti, i quali sono tenuti a deliberare nel merito entro tre mesi».



«Ma i tempi saranno più brevi, molto più brevi», assicura il sindaco Ziberna. Il riferimento è alle 2.108 firme contro il senso unico in corso Italia. Un’iniziativa lanciata da Giulia Roldo, Luca Michelutti e Rossella Dosso e che venne protocollata in Municipio il 9 marzo scorso. «Da Statuto, giunta una petizione, il sindaco ha trenta giorni di tempo per valutare cosa fare. Il nodo del contendere può essere di competenza del primo cittadino stesso, della giunta, del Consiglio o di una commissione da individuare. Venendo allo specifico, se si appura che il tema dovrà essere sviscerato dal sottoscritto, ho tempo novanta giorni per adottare/non adottare la petizione o per assumere una qualsiasi decisione in merito (in realtà, lo Statuto non è chiarissimo sul tema, ndr). Se la competenza passa a una commissione o alla giunta, il primo cittadino assegna, entro 30 giorni, a quest’organo istituzionale la questione. Poi, ci sono sempre i 90 giorni di tempo per adottare un’iniziativa, se si ritiene di farlo».



Questo è il modus operandi, codificato dalle norme statutarie. A che punto siamo? Dov’è finita la petizione contro il senso unico, considerato anche il dibattito che si ripropone sul web? «Giovedì scorso, ho comunicato alla giunta che è arrivata la petizione. Una premessa è doverosa: fosse stata anche firmata da solo 10 cittadini è, comunque, importante perchè rappresenta necessità, aspettative, esigenze dei firmatati. È altrettanto vero - spiega il sindaco - che, di queste 2 mila e passa persone che hanno firmato, centinaia e centinaia risiedono in altri Comuni, non a Gorizia. Per carità, è tutto lecito ma è una cosa che mi sento di dire. Al netto di ciò, in una delle prossime sedute di giunta, porterò all’attenzione dell’esecutivo la decisione. In pratica, incaricherò il soggetto istituzionale competente che sarà proprio la giunta, la quale avrà 90 giorni per decidere».

E cosa deciderà? Il sindaco spingerà affinché la petizione sia oggetto di discussione all’interno dell’ormai famosa commissione allargata. «Stiamo bruciando i tempi, checché se ne dica. Non consumerò tutti i 30 giorni a mia disposizione così come la giunta non consumerà i “suoi” 90 - aggiunge il sindaco -. Proporrò di assegnare il compito alla commissione competente composta da 19 consiglieri più il sottoscritto ed estesa agli stakeholders». Altro passaggio importante: «Proporrò anche che partecipino alla commissione i promotori della petizione stessa e il gruppo che chiede il mantenimento delle ciclabili sull’asse stradale, senza commistioni lungo i controviali. Se troveremo una sintesi bene, altrimento andremo avanti con la soluzione del sondaggio popolare, previsto sempre dallo Statuto comunale». Statuto che, riguardo alle raccolte di firme, prevede che «i cittadini, così come definiti dall’articolo 68, I° comma, possano rivolgere petizioni e proposte, dirette a promuovere la tutela di interessi collettivi, al consiglio comunale, alla giunta comunale, al sindaco, ai consigli circoscrizionali per quanto riguarda le materie di loro competenza con riferimento ai problemi di rilevanza cittadina o circoscrizionale». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Fiammiferi di asparagi con aspretto di ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi