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All'ospedale di Monfalcone pronto soccorso intasato da pazienti positivi al Covid

Sale la pressione su medici e infermieri, alle prese con pazienti affetti dall’infezione virale. Sui quattordici posti letto disponibili, dodici erano occupati da pazienti positivi al Covid, di cui cinque sottoposti a ventilazione e gli altri sette richiedenti l’ossigeno terapia

MONFALCONE Gli ingressi continuano a premere sul Pronto soccorso, la domanda è ancora salita sbilanciando il rapporto rispetto all’offerta sanitaria. All’ospedale San Polo anche oggi - lunedì 22 marzo - infatti la giornata è stata pesante, dovendo fronteggiare un forte carico di lavoro, mettendo nuovamente sotto pressione gli operatori, tra medici e infermieri, alle prese con pazienti affetti dall’infezione virale. Sui quattordici posti letto disponibili, dodici i positivi al Covid, di cui cinque sottoposti a ventilazione e gli altri sette richiedenti l’ossigeno terapia e in condizioni non domiciliabili, dovendo quindi permanere nella struttura sanitaria.

I cinque casi più critici sono rimasti al Pronto soccorso di Monfalcone, pur essendo opportuno il trasferimento all’ospedale di Cattinara, con il ricovero in reparti di semi-terapia intensiva o intensiva. Pazienti dunque in attesa, poiché fino a ieri non era possibile l’accoglienza a Trieste, per saturazione. Dei dodici pazienti in Pronto soccorso, tre sono giunti in ambulanza la scorsa notte, tenuti quindi in osservazione.



Un andamento tra carichi e scarichi che mantiene un’importante incidenza sull’attività degli operatori sanitari, pur a fronte di uscite di malati trasferiti a Gorizia la scorsa settimana. Insomma, l’arrivo di nuovi casi positivi che abbisognano di ricovero. Si tratta nel complesso di pazienti provenienti dal mandamento monfalconese, come è stato riferito.

Il tutto in un contesto generale evidentemente ancora difficile nell’intero Friuli Venezia Giulia. Rimane pertanto alto il livello di guardia, tra le attese ai fini dei trasferimenti al fine di normalizzare l’Area di emergenza cittadina, che è a carattere Covid-free. La situazione è sempre in costante evoluzione, mutando di volta in volta il rapporto tra ingressi e uscite dal Pronto soccorso.



Tuttavia, poiché per il San Polo la scelta è stata quella di un ospedale Covid-free, non vi sono possibilità di scarico dei pazienti risultati positivi, per i quali, in base alle condizioni di salute, le destinazioni sono il ritorno a casa oppure il ricovero nelle strutture sanitarie deputate a Gorizia e a Trieste. Sostanzialmente i cittadini afferenti al proprio ospedale di riferimento territoriale vengono accolti al Pronto soccorso al quale compete la diagnosi circa l’affezione virale, nonché un adeguato stato di osservazione del paziente. Fatti salvi i casi di conclamata gravità nel richiedere il trasferimento in Terapia intensiva, si presuppone che la permanenza dei pazienti positivi sia ragionevolmente breve, comunque tale da non trasformarsi in una “sistemazione prolungata”. Diversamente, si creano le condizioni per andare in criticità.

Domenica della scorsa settimana al Pronto soccorso di San Polo s’era raggiunto il picco dei diciotto pazienti, superando il livello di saturazione, una giornata definita drammatica.—


 

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