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Pasqua, il turismo in Croazia prova a ripartire dai campeggi e con i test in hotel

Uno scorcio di Rovigno

Liburnia Riviera propone i tamponi nelle proprie strutture. In Istria si punta alla metà degli arrivi registrati nel 2019

È da sempre considerata in Croazia la partenza della stagione turistica e anche una specie di cartina al tornasole su quanto potrebbe riservare il settore ricettivo nella prossima stagione estiva. Quest'anno gli operatori turistici sperano che Pasqua non sia l'inizio di un nuovo lungo calvario dettato dalla pandemia, ma il punto di ripartenza di un comparto colpito duramente nel 2020.

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Così le aziende alberghiere, soprattutto quelle della fascia costiera, aguzzano l'ingegno per superare la crisi e la concorrenza, consapevoli anche del fatto che viste le restrizioni i turisti del periodo pasquale arriveranno nella stragrande maggioranza dei casi dalle varie aree della Croazia. La maggiore azienda alberghiera nel Quarnero, l'abbaziana Liburnia Riviera Hotels (Lrh), ha intanto pensato di venire incontro alle esigenze dei propri ospiti d'oltreconfine, offrendo loro la possibilità di sottoporsi al tampone molecolare prima di rimpatriare. Il test sarà a pagamento, ma i vacanzieri non dovranno recarsi nelle sedi sanitarie autorizzate ad Abbazia o a Fiume, ma potranno farlo in una delle strutture della Liburnia, cioè l'albergo abbaziano Belvedere. Chi lo vorrà, potrà dal primo aprile effettuare il test antigienico rapido, quello che viene riconosciuto dal Paese di provenienza nella struttura privata turistica e non in quella pubblica. La novità è stata esposta dalla ministra croata del Turismo, Nikolina Brnjac e dal direttore generale della Lrh, Vladimir Bošnjak: «In questo modo faciliteremo il rientro dei nostri vacanzieri con passaporto straniero», ha detto Bošnjak.



Intanto nonostante la pandemia gli operatori istriani del turismo parlano della calata di 15.000 turisti, un numero che rappresenta il 50% di quello relativo alla Pasqua 2019. Alla base di queste previsioni stanno le notifiche dei villeggianti e non le classiche prenotazioni, per cui si lascia un ampio margine alla disdetta che potrà avvenire senza alcuna penalità. «Ci attendiamo comunque anche prenotazioni last minute - afferma il presidente dell'Associazione croata delle agenzie turistiche Boris Zgomba - dipendente dalla situazione epidemiologica nei vari Paesi». Dal canto suo il direttore dell'Ente turistico regionale Denis Ivosević annuncia che per Pasqua nella penisola apriranno i battenti una cinquantina di alberghi, tra quelli di proprietà dei colossi del settore e quelli piccoli a conduzione familiare. «Però l'interesse maggiore - aggiunge Ivosević - è quello per i campeggi, poiché offrono vacanze all'insegna del massimo isolamento che in questo momento è in cima alle priorità». A proposito degli alberghi, la società Valamar Riviera progetta di aprirne solo due in Istria, ai quali aggiungere otto campeggi nella penisola e nel Quarnero. Le altre strutture ricettive verranno aperte in una fase successiva, secondo l'interesse dei villeggianti. Lo stesso discorso vale suppergiù per un'altra grossa compagnia istriana, la Plava Laguna di cui al momento sono aperti un hotel a Parenzo, uno a Umago e uno a Fiume, dove sono sistemate per lo più comitive di sportivi in ritiro.

Sia per le imminenti festività pasquali che per l'alta stagione, uno degli elementi da tenere nella massima considerazione sarà la comunicazione con i villeggianti, chiara e inequivocabile sulle misure epidemiologiche nella regione e sul regime di traffico. «Se ad esempio un turista tedesco volesse raggiungere Parenzo - spiega il direttore dell'Associazione croata del turismo Veljko Ostojić - dovremo essere in grado di fornirgli tempestivamente ogni informazione utile per il viaggio o la sistemazione, e avere pronta la risposta a ogni sua domanda». —

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