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Covid, la Regione è prima per decessi, gli ospedali sono in affanno e gli interventi chirurgici programmati sono stati sospesi. Il punto in Friuli Venezia Giulia

Cro e Burlo in supporto  Negli ultimi sette giorni 102 morti con diagnosi Covid: è l’incidenza più alta d’Italia

TRIESTE In tre settimane i ricoveri Covid in Friuli Venezia Giulia sono saliti del 57%. Tutto così in fretta che la Regione ha dovuto varare una manovra da ulteriori 200 posti letto e si trova ora costretta a congelare l’attività chirurgica non urgente. «A seguito dell'emergenza pandemia da Covid-19, che sta determinando un aumento dei ricoveri negli ospedali della regione - spiega il vicepresidente con delega alla Salute Riccardi Riccardi - , è necessario procedere con la sospensione dell'attività chirurgica programmata per le prossime due settimane». Verranno in ogni caso garantiti, oltre a emergenze e urgenze, anche gli interventi non differibili.



A dare un supporto, collaborando con le altre strutture del sistema sanitario regionale, saranno Burlo e Cro. Riccardi fa sapere che ad Aviano si continuerà con le operazioni oncologiche, a Trieste con età pediatrica e ginecologia. Per la fascia 0-18 anni, precisa il Burlo, la disponibilità è per gli interventi urgenti e programmati in priorità A e B, per le donne in priorità A.



Un provvedimento fotocopia di quello di poco più di un anno fa, al via della prima ondata. Una volta ancora i numeri si impongono. Il totale degli ospedalizzati tra terapie intensive (76, -1) e reparti di area medica (538, +8) è di 614, l’occupazione Covid più alta dal 4 febbraio e un incremento di 223 unità dai 391 del 25 febbraio. Inevitabilmente sforate le soglie di sicurezza indicate dal ministero: nelle terapie intensive 43% (contro 30%), nella media e bassa intensità 42% (contro 40%). Soglie che hanno un peso rilevante nel consueto monitoraggio del venerdì, quando si decidono le fasce delle regioni (per il Fvg è tuttavia già certo il colore rosso, scattato lunedì 15 marzo, pure per la prossima settimana).



La curva del contagio continua intanto ad appiattirsi: per il quarto giorno consecutivo l’incremento della somma dei positivi degli ultimi sette giorni sui sette precedenti è andato in calando: dal +38% al +37,1%, +28,7%, +26,9%, +24,7% di ieri. Ma i casi di giornata (986) sfiorano nuovamente quota 1.000 e il Fvg, stando ai report della Protezione civile, rimane la regione con la più alta incidenza settimanale sulla popolazione (462/100.000), come pure Udine a livello provinciale (628/100.000, con Gorizia a 546, Trieste a 352 e Pordenone a 211).

L'istituto triestino sarà riferimento per casi pediatrici e ginecologici


La conseguenza, dopo una risalita che dura ormai da quasi un mese, è anche sui decessi. Con le 15 vittime registrate nel bollettino quotidiano (una pregressa), in Fvg sono morte dall’inizio della pandemia 3.057 persone: 1.562 a Udine (+13), 676 a Trieste, 612 a Pordenone (+1) e 207 a Gorizia (+1). Negli ultimi sette giorni i decessi con diagnosi Covid sono stati 102, con un’incidenza sulla popolazione che dal 12 marzo è la più elevata d’Italia: ieri era pari a 8,5 ogni 100.000 abitanti (seguono Molise a 8,3 e Abruzzo a 7,7, con la Sardegna, unica in zona bianca, che chiude la fila delle regioni con 0,7).

I positivi sulle 24 ore – tra i quali tre ospiti e quattro operatori delle case di riposo, dieci dipendenti del Ssr, di cui 7 in Asugi, due casi di rientro da Romania e Brasile – sono la somma tra i tamponi molecolari (638 su 9.867, 6,47%) e i test rapidi antigenici (348 su 4.037, 8,62%). Il rapporto sul totale dei controlli (13.904) è del 7,09%, quello sui casi testati del 20,84% Ad aver contratto il virus sono state sin qui 88.203 persone, di cui 42.221 in provincia di Udine (+532), 18.070 a Pordenone (+121), 16.328 a Trieste (+185), 10.591 a Gorizia (+133) e 993 di fuori regione (+15). Gli attualmente positivi sono 15.002 (+228), i totalmente guariti 67.482 (+672), i clinicamente guariti 2.662 (+71), gli isolamenti 14.388 (+221). —
 

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